di Ugo Marani - 25 Gennaio 2010
Il successo della programmazione regionale dipende, crucialmente, dalle azioni e dalle interazioni strategiche tra tre soggetti: l’Unione Europea che stabilisce l’ammontare dei fondi “centrali” da destinare e le regole generali del gioco; le istituzioni regionali che tali fondi modellano dal punto di vista normativo e organizzativo; i soggetti locali, enti e imprese che, alla luce dell’offerta esistente, organizzano domande per un utilizzo dei fondi ritenuto efficace. Le modalità della programmazione regionale degli anni passati avevano dato luogo all’insorgere di talune perplessità e di diffusi elementi di critica non del tutto infondati. Come gli estensori medesimi hanno ammesso nella riproposizione della nuova filosofia d’intervento della Regione Campania per il 2007-2013 la declinazione concreta dell’uso dei fondi nel settennato precedente aveva sofferto di ...
di Ugo Marani - 15 Settembre 2009

Grazie alle riflessioni di qualche isolato studioso si sta, lentamente, riaprendo un flebile ma crescente dibattito sulle condizioni socio-economiche delle regioni meridionali e sul ruolo che esse assumono nell’ambito delle tendenze politiche nazionali.

Due ci paiono gli elementi di novità che parevano fin qui rimossi nella pubblicistica corrente.

Il primo: è necessario rimuovere il paradigma corrente della discussione, oramai imperante, se al meridione siano o stiano arrivando troppe o troppo poche risorse finanziarie. La contrapposizione, come il lettore intuirà, non è fine a se stessa, ma sottintende implicazioni di policy alternative. L’assunzione che le risorse utilizzate a Sud siano, o siano state, troppe rimanda a un rosario di responsabilità meridionali, ovviamente non del tutto infondate: lo ...

di Ugo Marani - 19 Giugno 2009

Il progressivo ridimensionamento della centralità delle tematiche attinenti la debole performance dell’economia del Mezzogiorno sono causa e conseguenza, al tempo stesso, del ridimensionamento delle politiche territoriali di convergenza e della costante arretratezza rispetto alla crescita delle altre regioni del paese.Il Mezzogiorno, con le sue contraddizioni, le sue debolezze, la drammaticità dell’esclusione sociale e dell’emigrazione, anticipa, amplificandoli, problemi che l’economia italiana si trova o si troverà ad affrontare.

Un primo elemento, di certo il più appariscente e il più recente, di tale unitarietà della “questione italiana” è rinvenibile dalle modalità con le quali la crisi internazionale si è abbattuta sulla nostra economia e dall’inadeguatezza della risposta ...

di Ugo Marani - 10 Novembre 2008

La riconversione produttiva di aree a tradizionale vocazione manifatturiera verso modelli di specializzazione terziaria e industriale avanzata comporta inevitabili costi di transizione.  Di simili mutazioni la letteratura ha, per lo più, privilegiato l’indagine meramente economica, tralasciando, o analizzando solo parzialmente, le implicazioni sociali della crisi dell’industria matura. Quando un settore produttivo obsoleto muore la struttura sociale del territorio circostante ne è inevitabilmente influenzata: vecchie professionalità sono difficilmente spendibili, di nuovo, sul mercato; i tradizionali canali di inserimento lavorativo perdono certezze consolidate; la nuova offerta di lavoro stenta a trovare interlocutori credibili. Questo è quanto è accaduto in tutte le aree di antica vocazione manifatturiera in Europa: da Glasgow al Galles, dalla Lorena a Manchester.  Nell’area torrese-stabiese gli effetti ...