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Si è conclusa la mostra “Contact-s, luoghi dell’arte contemporanea”, nel Liceo artistico “Giorgio De Chirico” di Torre Annunziata, curata da Raffaella Barbato e coordinata da Felicio Izzo.
Collegati dai percorsi dipinti e allestiti dagli studenti con il progetto “Giardini d’enigmi, gli spazi della scuola sono diventati scenari dell’arte d’avanguardia.
Di forte interesse culturale, “Schermi sensibili”, con circa 40 video, ha presentato l’evoluzione del linguaggio delle immagini in movimento, dal cinema d’artista fino agli ultimi esiti della video-art.
Nella sezione “Aule sospette” le video-istallazioni dialogano con il vissuto degli ambienti scolastici: gli artisti sono ex allievi dell’Istituto d’arte di Torre Annunziata o residenti sul territorio.
L’istallazione di Angelo Ricciardi esibisce un’essenziale “mappa concettuale” in cui l’Italia è tra memoria, crisi e assenza, toccando i confini del senso delle cose; Pier Paolo Patti, invece, con la sua video installazione “La Pietà studio #2” di un’aula ha fatto una sorta di “spazio del sacrificio” realizzato da teli di plastica dipinti con colature bianche e con proiezioni di immagini e parole. Ciro Vitale affronta il sempre difficile rapporto tra arte e politica, declinato dalla sua memoria personale. In “Cronaca di una giornata perfetta” un’aula scolastica tagliata in due: da una parte tutto è ordinato; nell’altro lato i banchi sono distrutti. Sul muro sono proiettate immagini di scontri di piazza e manifestazioni. MaraM ha realizzato un’opera talmente integrata nello spazio da arrivare a scomparire, almeno ad un primo sguardo. Dopo un’attenta osservazione, sotto uno dei banchi si scorge un televisore che trasmette in loop un video, nel quale l’artista stessa affronta l’impossibile tentativo di aprire un tombino mentre vi è sopra. Matteo Fraterno ha presentato “Adelfia/Fratelli”. Stavolta Fraterno ha scelto di ripercorrere un frammento di vita passata dei fratelli Giorgio e Isa de Chirico, tornando in Grecia, precisamente lungo il percorso dei binari della ferrovia Milies-Volos, costruita al tempo dal padre, Evaristo De Chirico. Franco Cipriano in “Kataphysis - corpus lucis” fonda il suo video sul tema del doppio: materia e senso, buio e luce, pieno e vuoto, inizio e fine: memoria non-memoria del fondo nero, ignoto: spazio generativo, eterno.






