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Il calo dei visitatori registrato nel corso degli ultimi dodici mesi dei maggiori siti archeologici e musei italiani non ha riguardato Oplontis che, invece, ha registrato un aumento di presenze. Tale risultato è stato reso possibile sia dall’alto interesse per il valore storico-artistico che si concentra nel sito che per il comodo accesso. A pochi minuti da Napoli e dalla costiera sorrentina, ben servito dalla Circumvesuviana, la villa di Lucio Grasso, detta anche di “Poppea”, in poche ore permette di fare un viaggio a ritroso nel tempo di 2000 anni. Si riesce a cogliere usi e abitudini dell’epoca, non tanto dissimili da quelle di oggi, a visitare le cucine, i bagni e le stalle dove si svolgeva la vita quotidiana e anche quelle stanze dove si vivevano le intimità più segrete, di rivivere quei tremendi giorni dell’anno 79 a.C.
Questo aumento significativo delle presenze è stato reso possibile grazie all’attenzione posta dalle istituzioni. La conservazione dei reperti effettuata dalla Sopraintendenza dei beni archeologici, la riqualificazione delle aree circostanti attuata dall’amministrazione comunale, il miglioramento dei collegamenti ferroviari e stradali e, non ultimo, il controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine hanno contribuito a convincere gli operatori del settore a far confluire più visitatori. Il turista rimane affascinato da tale patrimonio che, soddisfatto dell’esperienza, ne conserva un ottimo ricordo trasmettendolo successivamente alla propria agenzia e ad altri possibili visitatori. Questo tam tam è risultato essere uno dei più efficaci metodi di promozione e sviluppo del sito. Oltre al riscontro economico la città può beneficiare di un importante scambio culturale. Sono sempre più i giovani che si perfezionano nelle conoscenze linguistiche e si propongono quali accompagnatori ai visitatori della città. Le Terme, le antiche ville di capo Oncino, il museo delle armi posto all’interno della struttura della Real Fabbrica d’Armi, il panorama dallo scoglio di Rovigliano, le stradine che si affacciano sul porto rendono pressoché unica la visita. Sono anche apparsi i primi souvenir che riproducono le immagini degli affreschi della villa. Persone si industriano nell’accompagnare a parcheggi comodi e sicuri i torpedoni dei visitatori. Al Comune pervengono richieste per l’apertura di bred e brekfast, di punti di ristoro e di vendita di souvenir. E’ un segnale di risveglio. Un segnale che consentirà anche a Torre Annunziata, di beneficiare di quel riscontro economico proveniente dal settore turistico, archeologico, storico e artistico. Un’economia che aiuterà un territorio a cogliere a pieno le opportunità che le si presentano.






