|
||||||||||
Sembra che i venti di crisi cambino direzione ma non cessino mai di soffiare sull’Italia e, con maggiore devastazione, nelle sue aree più deboli. La crisi innescata due anni orsono dai fallimenti delle banche d’investimento americane sembrava allentare la morsa con diversi indicatori macroeconomici che indicavano la fine del 2010 come il momento di svolta per la ripresa economica. Ma la crisi finanziaria greca dimostra quanto la stabilità delle economie europee sia esposta agli attacchi speculativi e le connessioni comunitarie trascinino anche i paesi meno esposti come l’Italia.
Oggi come due anni fa le ripercussioni più gravi si abbattono sui lavoratori che devono sopportare il peso delle manovre economiche e il rischio di espulsione dal ciclo produttivo.
Ancora una volta, quindi, il nostro impegno sul territorio deve sdoppiarsi tra contrasto agli effetti della crisi e impegno per lo sviluppo, senza perdere mai di vista la realizzazione di un sistema stabile di crescita civile ed economica. Per questa ragione è sempre più stringente l’esigenza di agire in maniera univoca e coordinata, potenziando le sinergie tra gli enti e le istituzioni del territorio e mettendo a disposizione il patrimonio di conoscenza, esperienza e professionalità acquisito negli anni.
Ritengo che oggi sia troppo comodo puntare il dito contro la Campania e descriverla come la regione che fa crollare gli indicatori macroeconomici del Paese, ma non bisogna dimenticare lo sforzo sostenuto per potenziare il sistema di ammortizzatori sociali per mitigare gli effetti della crisi nelle principali aree industriali, da Pomigliano d’Arco a Castellammare di Stabia. La costa del Vesuvio rappresenta il microcosmo ideale per analizzare i danni della crisi, gli interventi di contrasto e le politiche di sviluppo: al di là del significato politico degli esiti elettorali di marzo, questo territorio ha mostrato sufficiente maturità e consapevolezza di rischi, difficoltà e opportunità, perché su tutti i fronti si sia agito con coerenza e sintonia di vedute, e, da sottolineare, con una visione di sistema. La costa del Vesuvio non è soltanto licenziamenti e sostegno al reddito, ma è soprattutto tavoli anticrisi locali, regionali e governativi, fronte unitario di richieste e proposte; i progetti per singole opere, sebbene necessari e utili in diversi ambiti comunali, ha lasciato ampio spazio alla progettazione integrata sovra comunale, in una visione di insieme che rende la costa vesuviana un sistema competitivo in quanto a capacità progettuale, opportunità offerte e strategia integrata di sviluppo. Non è accademia o retorica, sono fatti: la proposta di Accordo di Reciprocità, la proposta di piano di gestione dei siti Unesco, la proposta di progetto di valorizzazione dei beni culturali sono elementi inconfutabili di un impegno senza precedenti e una crescita culturale.
Se il nostro futuro non è completamente nelle nostre mani, certamente l’idea del futuro che ci meritiamo è nei nostri obiettivi condivisi e nelle nostre possibilità.






