di Vivian Russo - 4 Giugno 2010

Sindaco Luigi Bobbio, quali sono le linee guida che caratterizzeranno la sua giunta a Castellammare?
Sono le linee enunciate in campagna elettorale e inserite nel programma di governo illustrato nel corso del primo consiglio comunale. Sono linee che puntano a un doppio risultato: ripresa della vivibilità e dello sviluppo della città. Queste sono state le parole d’ordine in campagna elettorale e lo saranno nei cinque anni di amministrazione.

Sono convinto che il recupero della legalità sia il primo passo da compiere con decisione, un passo che abbiamo iniziato subito a fare, riportando il corpo di polizia municipale, per esempio, al centro della vita cittadina, con un immediato innalzamento della efficacia del servizio. E’ chiaro che recuperare legalità a Castellammare significa migliorare la qualità della vita quotidiana e quindi realizzare le condizioni per rilanciare lo sviluppo. Sviluppo che deve essere finalizzato al recupero delle vocazioni economiche della città, alla creazione di occasioni di lavoro, al ritorno di una gestione virtuosa e armonica del territorio.

Crisi economica e tensioni sociali: quali crede che siano gli strumenti più efficaci per riportare Castellammare fuori dal pantano?
Sono fermamente convinto che un’amministrazione leale con i suoi cittadini, degna di questo nome e rispettosa delle leggi, non possa creare lavoro né offrirne, ma può senz’altro attivarsi per determinare le condizioni necessarie affinché i potenziali investitori possano esprimere per intero le loro capacità.  Purtroppo, non da oggi, Castellammare è un territorio chiuso alle possibilità di rilancio dell’occupazione. E’ un territorio che non attrae gli investimenti del capitale privato, non attrae per le carenze delle risorse infrastrutturali, non attrae perché non presenta le condizioni minime di legalità necessarie a tranquillizzare coloro che dovrebbero investire sul territorio.

Sono gli imprenditori e gli investitori che creano lavoro. L’amministrazione comunale, come detto, deve attivarsi e noi lo stiamo già facendo per creare le condizioni di normalità, affinché il territorio torni a essere un’area appetibile per gli investitori, in modo da rinforzare il tessuto economico esistente e far nascere un nuovo e più strutturato sistema imprenditoriale.

Dal Contratto d’area agli Accordi di reciprocità, qual è il suo punto di vista sull’efficacia degli strumenti di sostegno allo sviluppo?
Il mio punto di vista è favorevole in merito a questi strumenti di sviluppo. E’ chiaro che devono essere utilizzati secondo quella che è la loro vocazione e la loro funzione dal punto di vista normativo. Il Contratto d’area, per esempio, merita anche una lettura critica da parte mia rispetto alle esperienze precedenti. Il Contratto d’area nasce in sede europea per il rilancio dei siti industriali dismessi e per la rioccupazione dei lavoratori rimasti privi di lavoro. Devo dire che alcune recenti esperienze che hanno richiesto, come quella del Crown Plaza, uno sforzo notevole da parte di tutti i soggetti istituzionali e privati impegnati nella vicenda, hanno dimostrato che la gestione passata del Contratto d’aria non è stata orientata nel rispetto delle prescrizioni europee. A mio giudizio non è stata una gestione che non ha risposto pienamente all’originario disegno dell’Unione Europea. C’è, quindi, da recuperare in maniera piena e totale la funzione del Contratto d’area, proprio perché questo territorio ha bisogno realmente di uno strumento efficace e rispondente ai bisogni del territorio.

Come contribuirà la sua giunta allo sviluppo della costa del Vesuvio?
Bisogna fare sistema, ovviamente. La Costa del Vesuvio interessa più comuni, quindi più amministrazioni comunali. Per ciò che riguarda Castellammare, c’è chiaramente la volontà di partecipare a una sinergia fra le amministrazioni al fine di dare più forza alle comunità e al territorio cogliendo tutte quelle occasioni utili in termini di occupazione, di sviluppo e di rilancio. Io credo che Castellammare abbia tutte le condizioni e tutte le opportunità, ovviamente da sviluppare, per diventare baricentrica in un contesto di rilancio dell’intera costa del Vesuvio.

Castellammare ha delle potenzialità veramente enormi che sono state per troppi anni mortificate e assolutamente trascurate dalle amministrazioni precedenti. Castellammare deve recuperare per intero il suo ruolo e la sua posizione propulsiva, non solo all’interno del sistema territoriale rappresentato dalla costa del Vesuvio, ma anche nella relazione e nel rapporto con gli enti sovraordinati, come la Provincia, la Regione e lo stesso Governo. E’ una necessità portare Castellammare al centro di questo percorso, anche nell’interesse dell’intero territorio, che deve trovare in Castellammare una nuova città, più strutturata, più forte, che si apre al futuro, quindi un punto di riferimento.

Quanto è importante il rafforzamento di un’identità collettiva unitaria della costa vesuviana?
E’ importante nella misura in cui si fa sistema per tutte le realtà istituzionali e territoriali. Stare da soli non apre un grande futuro, non dà una grande prospettiva. Stare insieme, rafforzando ognuno le proprie potenzialità e le proprie capacità, significa rinforzare se stessi e il gruppo.

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