di Leopoldo Spedaliere - 4 Giugno 2010
Sembra che i venti di crisi cambino direzione ma non cessino mai di soffiare sull'Italia e, con maggiore devastazione, nelle sue aree più deboli. La crisi innescata due anni orsono dai fallimenti delle banche d'investimento americane sembrava allentare la morsa con diversi indicatori macroeconomici che indicavano la fine del 2010 come il momento di svolta per la ripresa economica. Ma la crisi finanziaria greca dimostra quanto la stabilità delle economie europee sia esposta agli attacchi speculativi e le connessioni comunitarie trascinino anche i paesi meno esposti come l'Italia. Oggi come due anni fa le ripercussioni più gravi si abbattono sui lavoratori che devono sopportare il peso delle manovre economiche e il rischio di espulsione dal ciclo produttivo. Ancora una volta, quindi, il nostro impegno sul territorio deve sdoppiarsi tra contrasto agli effetti della crisi e impegno per lo sviluppo, senza ...
Giorni fa il dirigente del Pd Enrico Letta aveva definito la Campania "zavorra d'Italia" scatenando un vespaio di polemiche soprattutto di matrice politica. Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez, aveva ripreso la questione "oggettivandola" con argomenti propriamente tecnici. Il pretesto era nato dalla presentazione del suo ultimo libro, emblematicamente intitolato, "Ma il cielo è sempre più su?". A lui abbiamo chiesto le ragioni per le quali la Campania è diventata fanalino di coda e le possibili strategie di ripresa. Dottor Luca Bianchi, la Campania appare in queste settimane come la cenerentola d'Italia, quella che costringe l'Italia dietro la Spagna e la Francia in tema di produttività. Persino per il compassato Enrico Letta senza la Campania avremmo un Pil migliore di quello francese. Quali sono i principali indicatori su cui si concentra questa analisi? Quella di Letta non è una valutazione politica, né economica: è un ...
La Circumvesuviana rappresenta una delle principali realtà del trasporto pubblico locale sia per la lunghezza della tratta di competenza che per il numero di passeggeri trasportati. Nel corso degli anni, la società si è evoluta ed ampliata su quasi tutto il territorio campano, potenziando la qualità dell'offerta alla clientela. Operazioni di restyling, finalizzate alla riqualificazione e valorizzazione delle stazioni, e l'ammodernamento delle stesse hanno contribuito a migliorare la qualità dei servizi e a coinvolgere le utenze, perché possano riscoprire le stazioni e viverle non solo come luogo di passaggio ma occasione per condividere momenti di svago e socializzazione. Per favorire la "vivibilità" delle stazioni e consentire ai passeggeri una maggiore sicurezza durante i percorsi, l'azienda ha investito in impianti di monitoraggio, sorveglianza e controllo. A tal proposito, in questo numero abbiamo raccolto il contributo di Carmine Giustiniani, Responsabile dell'Ufficio Stampa della società Circumvesuviana. La parola sicurezza deriva ...
Presentati i progetti di restyling, miglioramento e ammodernamento delle stazioni,con il potenziamento delle corse e l'aggiunta di nuovi treni per l'area costa del Vesuvio: Il restyling delle stazioni di Pompei e di Ercolano La valorizzazione delle due stazioni significative per posizione e per attrattiva turistica consisterà in una riorganizzazione degli spazi esterni e dei fabbricati anche a fini commerciali, con l'implementazione di moderni sistemi di informazione e di nuovi impianti di videosorveglianza. Nella stazione di Ercolano, in particolare,  è stata proposta una installazione multimediale interattiva messa a disposizione dei viaggiatori a tema  con le meraviglie tecnologiche nel vicino Museo Archeologico Virtuale. La stazione di Pompei ospiterà un piccolo ristorante collegato internamente alla sottostante hall, saranno rivisti i percorsi esistenti e  installati mezzi meccanici adeguati per rendere fruibile la stazione anche ai disabili. Il miglioramento di altre 40 stazioni della rete ferroviaria E' prevista la manutenzione ...
Il nesso tra la cultura, in quanto settore produttivo, e sviluppo economico di un territorio è un tema assai frequentato nell'ambito della politica economica. Sull'onda di alcune esperienze di sviluppo italiane, localizzate in aree depresse del Centro-Nord, ad esempio a Ferrara (negli anni ‘80) o a Torino (dal 2000), ma anche nel Mezzogiorno, a Matera e a Lecce (più recentemente), sono stati finanziati vari progetti di valorizzazione culturale anche nell'area vesuviana, soprattutto durante il periodo di programmazione comunitaria 2000-2006. Lo scopo di progetti riguardanti la cultura per lo sviluppo era quello di favorire la crescita economica legata alla filiera culturale e a quella turistica, veicolati da una robusta fruizione culturale, che avrebbe dovuto produrre una permanenza media sul territorio tra i due ed i tre giorni, in periodi dell'anno poco frequentati dal turismo maturo (sole, mare). Il ponte tra le ...