Appuntamento il 12 maggio: aprono due mostre sui giocattoli di dieci nazioni
di Michele Ippolito - 3 Maggio 2010

San Giorgio, ritorna il Giorno del GiocoLa città di San Giorgio a Cremano si prepara alla V edizione del Giorno del Gioco, che si terrà il prossimo 12 maggio, ospitando in villa Falanga due importanti mostre intitolate “Da Roma per gioco - Usanze ed oggetti ludici dell’antica Roma” e “Le Culture in Gioco - Giochi e giocattoli della tradizione popolare di 10 paesi nel mondo.” Le mostre sono state promosse dall’Amministrazione guidata dal sindaco Mimmo Giorgiano attraverso l’assessorato alla Scuola Infanzia e Gioco, in cessione temporanea da parte del Centro per la Cultura Ludica di Torino.

Giochi appartenenti ad altre culture e giochi antichi per bambini del futuro in un allestimento che ha passato in rassegna un ampio repertorio d’oggetti e lo inserisce in un contesto, come quello della sede del Laboratorio Regionale Città dei bambini e delle bambine, dove spesso la fantasia, le idee e le proposte dei piccoli cittadini sono già diventate realtà.

“In un periodo in cui i videogiochi sembrano farla da padroni, - afferma l’assessore Luigi Bellocchio - abbiamo proposto una forma di divertimento diversa con giochi, giocattoli e passatempi che andavano di moda al tempo degli antichi Romani o in altri 10 paesi del mondo.

“La mostra sui giochi dell’antica Roma ha testimoniato in modo sorprendente che i giochi dei bambini di duemila anni fa non sono poi così diversi da quelli praticati dai fanciulli d’oggi. E’ bello scoprire che - come allora - intelligenza, forza, fantasia e destrezza restano i requisiti indispensabili perché un gioco possa essere ricordato dagli adulti e desiderato dai piccini, come la tropa, una sorta di gioco alle biglie, nel quale si utilizzano noci da spingere in una tavola munita di fossette. Varie sezioni tematiche, ciascuna introdotta da un pannello con immagini e testo, giochi e giocattoli sono raggruppati per tipologie: dai balocchi per i più piccini ai passatempi e giocattoli di movimento, senza trascurare i giochi degli adulti (ad esempio il malizioso kottabos, il duodecim  scripta, ed altri).

“Recuperare e conoscere i giochi della propria tradizione - afferma Francesco Langella, coordinatore del Laboratorio Regionale  - diventa importante per l’educazione e può essere un modo per avvicinarsi alle altre culture scoprendo le diversità e similitudini dei giochi. I giocattoli esposti in villa Falanga ci mostrano come in altri paesi nel mondo (Mali, Algeria, Mauritania, Messico Brasile, Cina, India, Thailandia, Nepal) i bambini si divertono e sono forse più allegri perché hanno qualcosa che noi tutti abbiamo perso: la semplicità della vita.”

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