di Nunzioclaudio Belcampo - 3 Maggio 2010

Il cavalcavia del Sarno sarà via Antonio MoreseIl Cavalcavia del Sarno è stato oggetto di una radicale riqualificazione. Totalmente rifatto il manto stradale, i marciapiedi laterali son stati rimessi a nuovo, così come le aiuole sono state interessate da nuova piantumazione, diverse panchine son pronte per favorire il riposo dei passanti, le rotonde son state rese maggiormente efficienti con nuova segnaletica, il sistema di illuminazione rafforzato. Un’arteria diventata efficiente e pronta a far defluire la notevole mole di traffico veicolare e pedonale, collegando il centro della città con via Aldo Moro e via Ripuaria, accesso per la zona sud della città. Volontà dell’amministrazione D’Alessio, sin dal suo insediamento, intitolare una strada ad Antonio Morese. Quale occasione migliore a seguito di questa profonda operazione di restyling? Il Cavalcavia del Sarno diventa via Antonio Morese. Morese è un pompeiano, nato nell’agosto del 1916, durante la sua esistenza si distingue per le sue doti di autodidatta, per il grande acume professionale, per i suoi valori ed il grande senso civico e di altruismo verso il prossimo. Diventa un eroe pompeiano e può, sicuramente, essere inserito nell’albo dei pompeiani di buona volontà e di grande valore. Parlava in modo fluente il tedesco, l’inglese, il francese, l’arabo, il finnico, lo spagnolo, il russo, il giapponese ed il cinese. La conoscenza di tali lingue gli permise di avviare una fiorente attività di commercializzazione di prodotti ortofrutticoli, in particolar modo con la Germania. Fatti propri gli ideali del socialismo militò nel Psi ricoprendo cariche istituzionali nell’assise della città, svolgendo anche il ruolo di vicesindaco. Tali idee lo portarono a compiere azioni antifasciste e di sostegno alle vittime della mannaia hitleriana. Con sopraffini espedienti riusciva a distrarre le guardie tedesche che sorvegliavano lo scalo ferroviario di Pompei favorendo i suoi complici che, avvicinandosi ai nefasti treni destinati a trasportare gli ebrei a morte certa, distribuivano frutta fresca e verdura agli affamati ed ignari viaggiatori.

L’amore verso il prossimo lo spinse ad offrire la sua vita per la salvezza degli altri. Nel 1943 il treno che trasportava posta e denaro per i soldati tedeschi fu oggetto di saccheggio nello scalo ferroviario di Pompei. L’ira dei germanici fu notevole tanto da decidere di dar vita ad una vera e propria azione di rappresaglia nei confronti della città. Morese si fece avanti ed offrendosi come ostaggio nelle mani dei tedeschi cercò in tutti i modi di spiegare che non erano stati i pompeiani a compiere il furto. Ci riuscì, salvando la città da rappresaglia certa.

Un gesto eroico che ancora echeggia nella memoria storica della città. Morese muore nel 1999 e ad undici anni dalla sua scomparsa la cerimonia di intitolazione della strada. “Come segno tangibile del perenne riconoscimento - afferma il sindaco di Pompei, Claudio D’Alessio - abbiamo inteso a nome di tutta la comunità pompeiana intitolare ad Antonio Morese la strada e la piazzetta annessa. Prima di morire, nel suo ultimo intervento pubblico, espresse il desiderio di vedere Pompei una città progredita, in pace, operosa e felice. Speriamo di non averlo deluso. Nel mio mandato di sindaco lo emulo e mi ispiro al suo modo di lottare per il bene della città”.

Articoli correlati