Intervista al Preside Paolo Masi: Vincenti per la qualità dell’offerta didattica
di Novella Maiello - 3 Maggio 2010

“Agraria, non solo cultura ma luogo aperto alla città”

La Facoltà di Agraria di Portici rappresenta una delle istituzioni accademiche e culturali più prestigiose della Campania e costituisce un’eccellenza della costa del Vesuvio. In questi anni sta attraversando un imponente processo di trasformazione e innovazione e per questo abbiamo intervistato il Preside, professor Paolo Masi.

Preside Masi, tra cantieri in corso, eventi culturali, musei e master sembra che la Facoltà di Agraria stia esprimendo una particolare “vivacità” in questi ultimi anni. Ce ne può parlare?

Da quando, circa dieci anni fa, fu abbandonata l’idea del trasferimento della Facoltà a Scampia, si è cominciato a lavorare per creare un vero e proprio campus moderno, simile ai modelli anglosassoni in cui fosse possibile coniugare eccellenza scientifica e apertura al territorio. Quando fra un anno sarà pronta la struttura delle ex Officine Fiore ad Ercolano disporremo di un polo di ricerca di oltre 20.000 mq che per due terzi ospiterà le nostre strutture e un terzo quelle del CNR. Così sarà possibile decongestionare la sede storica, il Palazzo Reale di Portici, che come già sta accadendo, avrà molti più spazi per la didattica, la rappresentanza della Facoltà, i musei e i luoghi per convegni, mostre rassegne teatrali e musicali ed eventi culturali.

Com’è il rapporto con il territorio?

La Facoltà di Agraria ha un rapporto simbiotico con la città di Portici al punto che spesso veniamo impropriamente citati come l’Università di Portici e non come una Facoltà della Federico II di Napoli con sede a Portici.
Per quanto riguarda i rapporti con l’Amministrazione sono ottimi: rappresentiamo un pezzo importante della città, ospitiamo tra i principali eventi culturali cittadini, e l’Amministrazione comunale, sia quella attuale guidata da Cuomo che quella di Spedaliere, è sempre stata disponibile a venire incontro alle nostre esigenze. Ma devo dire che costituiamo anche un anello di una sinergia territoriale anche più estesa poiché i rapporti sono eccellenti anche con l’Amministrazione Comunale di Ercolano, da Bossa a Daniele, che ha collaborato fattivamente per minimizzare i tempi di realizzazione della struttura in costruzione nell’ex area delle officine Fiore. Ma il nostro obiettivo è quello di essere un luogo aperto al territorio: non solo eventi, cultura e convegni, ma anche verde per il pubblico: stiamo studiando una forma di gestione per l’apertura del parco allo svago e al piacere dei cittadini anche il sabato e la domenica che sono i giorni più dedicati al tempo libero.

Quali sono le caratteristiche e le maggiori qualità dell’offerta didattica?

Siamo una Facoltà di “piccoli” numeri, nel senso che abbiamo complessivamente 650 iscritti ma sono grandi se si considera che nell’ultimo triennio abbiamo registrato un incremento costante dai 400 studenti del 2000. Ciò è senz’altro attribuibile ad una accresciuta sensibilità per i temi dell’ambiente, della salvaguardia degli ecosistemi e dell’alimentazione ma evidentemente siamo riusciti ad intercettare l’accresciuta domanda con un’adeguata offerta formativa. Ci siamo adeguati anche alle disposizioni del DM 270 del 2004 (laurea breve di I livello, ndr) ma abbiamo verificato che il 99% dei nostri studenti si iscrive al secondo livello per cui di fatto gli studi durano un quinquennio. Se devo indicare elementi che possano dare il segno della qualità dei nostri studi penso al dato che quasi il 100% dei nostri laureati trova sbocchi occupazionali stabili nel giro di un anno; che molti di essi vengono chiamati da aziende estere e che nella nostra facoltà sono iscritti circa 60 studenti stranieri, tra dottorati ed Erasmus, pari al 10% del totale.

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