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In una società, sempre più proiettata all’affiancamento e alla sincronizzazione di quelle che sono le dinamiche europee, il nostro Paese ha l’obbligo morale di preparare e indirizzare i giovani a diventare sempre di più cittadini attivi e responsabili. Come fare per rendere più agevole e sempre più effettiva la partecipazione dei giovani alla vita democratica? L’informazione è uno step indispensabile. In tale ottica, per migliorare anche l’accesso ad una serie di dati, nozioni, notizie, idee, culture, ecc, risulta fondamentale il ruolo svolto da organismi di partecipazione giovanile come il Forum Regionale della Gioventù.
“Offrire ad una platea di giovani di età compresa tra i 16 e i 30 anni, inclusi gli universitari - spiega Anna Moreno, funzionario del Forum regionale della Gioventù - luoghi in cui possano seguire, elaborare e valutare progetti, esprimersi liberamente su argomenti che li preoccupano, promuovere iniziative pubbliche, convegni, dibattiti e ricerche in materia di politiche giovanili, è il motore portante di questa macchina messa in piedi dalla Regione Campania”.
Le Amministrazioni Locali, occupano un ruolo primario nella pianificazione di questi strumenti. Sono i Comuni ad istituire i Forum della gioventù, regolamentando con atti consiliari, la partecipazione dei giovani e delle associazioni giovanili al Forum stesso, senza mai perdere di vista le indicazioni contenute nell’Agenda di Lisbona.
Inoltre, compiti fondamentali rappresentano: disciplinare gli ambiti di iniziativa, di consultazione oltre a monitorare l’accesso alla “informazione” da parte dei giovani stessi.
Quest’anno con la presentazione dei PTG (Piani Territoriali Giovanili), cambia la linea d’azione, perché l’obiettivo è quello di creare un sistema integrato tra enti pubblici e privati, con proposte che partano unitamente da tutti i settori che lavorano in ambito giovanile, presentate ovviamente da un solo capofila. L’idea è che i Comuni all’atto della presentazione dei progetti possano avere una visione d’insieme delle politiche giovanili del territorio.
“Si spera così di evitare la parcellizzazione dei contributi - termina la Moreno - e di realizzare questi progetti come patti d’intesa, auspicando ad un’armonizzazione e ad una omogeneità dei territori”.







