di Leopoldo Spedaliere - 1 Aprile 2010

Respingere la crisi con i progetti di sviluppo

Nel contributo che ha offerto alla nostra indagine sulla identità della costa vesuviana, Maria Orsini Natale ci ha regalato una tenera ma efficace immagine di lei che, attraverso i suoi racconti, si aggira in un territorio di antica e struggente bellezza a raccogliere le pietruzze che luccicano ancora tra le macerie del bello di un tempo per preservarle per tempi migliori, augurandosi che tanti altri facessero come lei per dare speranza al territorio.

Le macerie di cui parla la Orsini Natale sono quelle con cui ci confrontiamo da anni e che proviamo a rimuovere tra mille complicazioni, resistenze e crisi congiunturali. Eppure, tra tante macerie, riusciamo ad essere tra i territori più dinamici e attivi della regione e forse del Mezzogiorno d’Italia. Siamo stati in grado, prima di tutti, di proporre un progetto completo e di ampio respiro per gli Accordi di Reciprocità che punta alla riappropriazione di un rapporto diretto e benefico tra i centri costieri e il mare quale risorsa insostituibile di sviluppo. Le  città con popolazione superiore ai 50.000 abitanti stanno sfruttando l’opportunità dei programmi PIU Europa e di questi quello di Ercolano, al quale Tess ha fornito assistenza tecnica per la realizzazione, è stato il primo programma campano ad essere approvato dal Nucleo di valutazione ed è operativo al cento per cento, mentre il programma di Portici è stato già presentato all’organismo di valutazione. Intanto abbiamo presentato una ulteriore proposta progettuale nell’ambito dell’obiettivo operativo 1.9 del PO-FESR 2007-2013 per la valorizzazione dei beni culturali di cui il Comune di Torre del Greco ne è il soggetto capofila. Infine, sempre nelle scorse settimane, abbiamo siglato un protocollo d’intesa con la Soprintendenza Archeologica di Napoli e Pompei per il piano di gestione dei siti Unesco che permetterà di realizzare sinergie e efficienza tra le aree archeologiche e le città di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata. Se tutti i tasselli andranno a comporsi come ci aspettiamo, nei prossimi anni tutta l’area vesuviana costiera sarà un cantiere di opere di riqualificazione urbana e recupero e rilancio delle risorse più importanti di cui disponiamo: il mare e i beni culturali. Ma l’aspetto che più emerge è la coralità delle azioni messe in campo, la sintonia tra enti che da tempo hanno messo da parte egoismi e rivalità dinanzi alla prospettiva vincente di presentare agli appuntamenti con la Regione e l’Europa un territorio orientato verso una strategia condivisa di sviluppo.

Certamente non possiamo dimenticare la grave emergenza occupazionale che colpisce i lavoratori anche per quelle realtà imprenditoriali nate dagli strumenti di concertazione degli anni novanta e che hanno rappresentato esempi di sviluppo possibile del territorio: per tutto quanto è nelle possibilità di Tess Costa del Vesuvio saremo sempre in prima linea per arginare gli effetti della crisi opponendo le certezze di un progetto di sviluppo condiviso. Anche noi, quindi, con la meticolosa pazienza di chi affronta le asperità del territorio, proviamo a tirar fuori dalle macerie le pietruzze luccicanti mettendole insieme per farle brillare ancora di più, nella certezza che i talenti migliori di questa terra potranno farne tesoro e aiutarci a liberarla dalle oppressioni del passato.

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