di Luigi Malafronte - 1 Aprile 2010

Pimonte commemora i suoi figli scomparsi nella tragedia ferroviaria di Balvano.

Per chi non ricorda, la sciagura del treno 8017 (3 marzo 1944) che prende il nome dal numero del treno coinvolto ma è conosciuta anche con il nome di “disastro di Balvano”, è il più grave incidente ferroviario per numero di vittime della storia d’Italia e d’Europa. Nel primo pomeriggio del 2 marzo 1944, il treno merci speciale 8017 partì da Napoli con destinazione Potenza. Come di solito avveniva in un periodo di scarsi collegamenti ferroviari, ci furono vari tentativi da parte di “viaggiatori abusivi” di salire a bordo con le forze dell’ordine impegnate a controllare i vagoni. Dopo Battipaglia i controlli delle forze dell’ordine diminuirono e tra Eboli e Persano salirono oltre 500 persone per un totale di seicento passeggeri. Il treno arrivò verso mezzanotte alla stazione di Balvano-Ricigliano. Da lì, alle 0:50 del 3 marzo, ripartì per un tratto in notevole pendenza con numerose gallerie molto strette e poco areate. Sarebbe dovuto arrivare venti minuti dopo alla stazione successiva, ma alle 2:40 non era ancora stato segnalato. Nella galleria delle Armi le locomotive cominciarono a slittare e il treno perse velocità fino a rimanere bloccato, senza riuscire ad uscire dalla galleria. Gli sforzi delle locomotive per riprendere la marcia svilupparono grandi quantità di monossido di carbonio e acido carbonico, facendo presto perdere i sensi al personale di macchina. In poco tempo anche la maggioranza dei passeggeri, che in quel momento stavano dormendo, venne asfissiata dai gas tossici. Una lapide del cimitero di Balvano ricorda i 509 deceduti.

Tra questi ci sono anche i nomi di sei giovani di Pimonte che come tanti andavano in cerca di fortuna in tempi difficili. L’intero paese li ha voluti ricordare con una messa in suffragio e dedicandogli la piazzetta sita in località Apuzzo, un piccolo parco-giochi allestito in un’area abbandonata e in degrado fino all’intervento avviato dall’amministrazione comunale con il sostegno di privati.

Simbolicamente questo luogo di rinascita e speranza accoglierà una targa “per non dimenticare” chi cercava speranza altrove ma ha visto i suoi sogni distrutti in una notte umida nel silenzio del sonno. Così la piazzetta sarà intitolata ai sei pimontesi deceduti nella più grave tragedia ferroviaria italiana ed europea. I nomi degli sfortunati che trovarono la morte in quella nottata sono: Balestrieri Vincenzo, 40 anni; D’Amora Genoveffa, 21 anni: Iovine Salvatore, 34 anni; Pignataro Catello, 31 anni; Somma Antonio, 21 anni; Somma Francesco, 28 anni. In una commovente celebrazione sono stati ricordati questi eroi poveri che lottavano per un futuro migliore e per sfuggire dalla devastazione della 2° guerra mondiale.

Articoli correlati