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Sentiero del Parco Nazionale del Vesuvio (flickr.com dall’album dell’utente Ireed7649)
Sul numero precedente, la dott.ssa Paola Conti, funzionario del Servizio Tecnico del Parco Nazionale del Vesuvio, ha intrapreso un discorso importante, riguardante l’approvazione del Piano Parco del Vesuvio. Su questo numero continuiamo ad approfondire l’argomento, puntando l’attenzione verso le azioni, gli interventi pronti ad essere attuati.
Quali saranno i passi successivi all’approvazione del Piano Parco del Vesuvio? Sia da parte della Regione Campania che dei soggetti interessati?
Il primo passo, quello necessario, è che i Piani regolatori dei 13 Comuni che fanno parte del Parco Nazionale del Vesuvio si adeguino agli indirizzi e alle norme tecniche del Piano del Parco Nazionale del Vesuvio. Un passo obbligatorio, visto che il Piano è uno strumento sovraordinato agli altri (eccetto il Piano Paesistico), in particolare rispetto alle misure di salvaguardia, che fino ad ora erano state il nostro punto di riferimento e che prevedevano una serie di autorizzazioni per tutti gli interventi da attuare in area Parco.
Personalmente, le operazioni che verranno attuate nei prossimi anni, dipendono anche dai finanziamenti che saranno destinati all’Ente. Molte delle attività che possiamo mettere in campo, si assottigliano per via ai tagli fatti al nostro bilancio. Con la Regione Campania abbiamo una serie di interessi comuni che riguardano soprattutto la messa in sicurezza del territorio. Esistono degli accordi che l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio e la Regione Campania stanno mettendo in campo per l’attivazione di servizi che riguardano in particolare l’area del cratere.
Tra le attività programmate ai fini dello sviluppo turistico del Parco quale si intende realizzare per prima?
Sicuramente quella di mettere a sistema tutti i flussi turistici che fino a questo momento hanno riguardato quasi esclusivamente il cratere, con risvolti poco incoraggianti nei confronti del territorio. Per combattere il classico turismo “mordi e fuggi” , attraverso il PIRAP, sono stati programmati una serie di interventi per la sistemazione e la realizzazione di un percorso, attraverso le due strade che raggiungono il cratere, che preveda una serie di fermate, soste, stazioni, con punti di interesse alternativi rispetto al cratere. L’intento è quello di trattenere il turista sul territorio mettendo in evidenza tutte le altre bellezze del Parco e non solo, focalizzando la sua attenzione verso tutti gli aspetti storici e culturali dei Comuni che lo circondano.
Tra le infrastrutture per la mobilità all’interno del Parco quali sono quelle ad oggi esistenti ed attive? E quali sono quelle che verranno realizzate a breve?
Il Piano prevede che, in modo molto graduale, ci sia il passaggio del trasporto “su gomme” a quello a modalità ecosostenibile. Esiste un progetto della Regione Campania, che prevede il ripristino della salita al cratere a partire dal Molo Granatello, attraverso l’antico trenino a cremagliera. Il Parco ha già provveduto alla riqualificazione della stazione di partenza e della risalita. Inoltre, anche l’antica strada Matrone (chiusa dal 1972), che si trova all’interno della riserva sul versante del boschese, è stata riaperta per testare in via sperimentale un nuovo percorso per condurre i turisti fino al cratere. Per il resto, sempre attraverso il PIRAP, quasi tutti i Comuni che fanno parte dell’Ente Parco e che allo stesso tempo sono partners del PIRAP, hanno proposto la riqualificazione di strade e sentieri di accesso al cratere. Pertanto, a breve, ciascun Comune dovrebbe avere un proprio accesso al Parco, consentendo una decongestione dell’accesso principale e una distribuzione del flusso turistico sull’intero territorio del Parco. Infine, verrà realizzato all’interno della riserva un campo di eco-sport, un’altra tipologia di turismo molto richiesta nelle aree protette, che prevederà lo svolgimento di attività sportive compatibili a bassissimo impatto quali, corse, ecorunning, surviving.






