Cristofaro Palomba, Informagiovani Campania: “più informazione nelle scuole”
di Vivian Russo - 1 Aprile 2010

Informagiovani: fonte di dati e di opportunità

Al ruolo tradizionale che svolgono la famiglia e la scuola, le Istituzioni, già da tempo, attraverso la L.R. 14/2000, hanno affiancato nuovi strumenti d’azione per l’universo giovanile. In tal senso, gli Informagiovani, come già specificato per i Forum regionali, assumono una grande rilevanza, per il modo in cui si stanno consolidando ed affermando sul territorio campano, collocandosi, all’interno di un quadro molto più ampio di interventi di politiche giovanili con i quali interagire ed entrare in sinergia. L’Informagiovani si indirizza ad un’ampia e complessa fascia di età compresa tra i 14 e i 30 anni, e quello che emerge dalle parole dei vari referenti locali, è che la sfida più grande che esso è chiamato ad assolvere sta nella capacità di offrire un servizio multidimensionale, che si basi sulla gestione efficace delle relazioni interpersonali e sul ricorso a competenze specifiche che consentano di reperire e trattare una grossa mole di dati, di contatti e di fonti informative.

Le strutture vengono suddivise in agenzie provinciali, centri e punti Informagiovani, disposti nell’ambito del distretto scolastico di appartenenza dal quale poi, ne ereditano il numero. I comuni con densità abitativa minore, fanno capo a quelli con più abitanti e, con questa logica è stato organizzato tutto il territorio campano. Un elemento importante, rappresenta il consolidamentodi reti territoriali di Servizi Informagiovani che possa soddisfare il SIRG (Sistema Informativo Regionale Giovanile).

Annualmente viene monitorata tutta la rete territoriale dei Servizi, attraverso schede di qualità ed utenza presenti su SIRG on line, che serve a fare il punto della situazione sull’evoluzione del sistema sia dal punto di vista strutturale che progettuale. “Parlare di Servizi Informagiovani , - ci riferisce il dott. Cristofaro Palomba funzionario del settore Informagiovani della Regione Campania - vuol dire far riferimento ad un universo complesso e variegato, non riconducibile come spesso ed erroneamente si pensa, ad un luogo nel quale ottenere informazioni. Certo, la materia prima è l’informazione, ma il servizio che l’accompagna, presuppone che alla base si creino una rete di relazioni”.

Ma quali sono le richieste dei giovani? Quali aspettative ripongono negli Informagiovani?

Ciò che segnala il dott. Palomba, ed è ampiamente confermato dai referenti degli Informagiovani presenti sul territorio, è che una percentuale minima di popolazione giovanile si avvicina agli Informagiovani per ottenere indicazioni relative agli scambi culturali, al tempo libero, all’orientamento scolastico, ecc, mentre la percentuale maggiore ha esigenze di tipo lavorativo o formativo. I dati, in effetti, parlano chiaro.

I giovani che si accostano agli Informagiovani hanno un’età che va dai 24 anni in su e si stanno addentrando nel complesso mondo del lavoro. La cosa importante è fargli capire da subito che l’Informagiovani è un mezzo attraverso il quale possono ottenere informazioni e imparare ad orientarsi nella realtà lavorativa locale e non. Per la fascia di livello scolastico che va dai 14 ai 24 anni, bisognerebbe implementare la frequenza dei Servizi nelle scuole medie superiori, cosa che già si sta cercando di fare, stabilendo convenzioni con le scuole e disponendo bacheche all’interno degli istituti scolastici che offrano un’informazione, almeno di primissimo livello. Gli attuali social network sono un’altra strada percorribile per una comunicazione immediata. Il rafforzamento del binomio informazione/ partecipazione consentirà sempre di più di raggiungere l’obiettivo di utili ed efficaci interventi per i giovani. Attraverso l’offerta di servizi e spazi di partecipazione, informando i giovani sulle opportunità nei vari campi di interesse e attivando processi partecipativi, verrà incentivato in modo più incisivo,il protagonismo nei processi di sviluppo della vita sociale che favorirà la crescita di una sempre più forte “cittadinanza attiva”.

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