|
||||||||||

La presenza del vulcano, con la sua energia e i suoi misteri, ha fatto dell’area vesuviana un epicentro della ricerca scientifica fin dall’antichità. Cominciò con Plinio il Vecchio, autore della “Naturalis Historia”, il cronista della catastrofe del 79 d.C. e della sua stessa morte. Sulle orme di Plinio avanzò 17 secoli dopo Macedonio Melloni (Parma 1798 - Portici 1854), un gigante.
Patriota esule in Francia, aveva ogni onore, eppure sentiva la nostalgia della patria. Gli amici perorarono la sua causa presso il Borbone. La supplica fu accolta, ma essendo occupata da un “barone” la cattedra di fisica, Melloni fu chiamato a dirigere l’erigendo Osservatorio del Vesuvio. Arrivò nel 1839, acquistò di persona gli strumenti. Il vulcano ebbe la sua sentinella dal 28 settembre 1845, ultimati i lavori. La quiete finché il fisico non fu coinvolto nei morti del 1848.
Allontanato dall’incarico, ottenne il permesso di continuare gli studi. Grazie al magnetoscopio stabilì che ogni frammento di lava porta impressa la sua data di nascita; evidenziò “la magnetizzazione permanente delle lave”. Fu in corrispondenza col presidente americano Abramo Lincoln e i più valenti scienziati europei. Morì di colera. Il “Newton dell’energia raggiante” fu sepolto nel piccolo cimitero dei coleros, ai confini di Portici, San Giorgio, Barra. La tomba è un cippo di piperno, una targhetta col nome e la data fatale. Un monumento gli fu eretto in Santa Croce a Firenze, tra i grandi italiani.
Dopo di lui la Scuola superiore di Agricoltura di Portici, oggi facoltà di Agraria, radunò studiosi di valore mondiale. Orazio Comes (Monopoli 1848-Portici 1917) fu botanico geniale, studioso dei funghi. Firmò studi cruciali sulle razze e i sistemi di coltivazione del tabacco e del fagiolo. Nello stesso periodo operò Oreste Bordiga, novarese, che mise la scienza più evoluta al servizio dei contadini. Scrisse sulle coltivazioni del riso e sulle condizioni dei contadini. L’indole generosa fu raccolta dal figlio Amadeo, intransigente comunista. Sul versante del vulcano operò Antonio Parascandola (Procida 1902-Portici1977). Pubblicò saggi su Procida, sull’eruzione del 1660, sul tufo dei crateri, sulla Solfatara, sul Monte Nuovo. Seguì da vicino l’ultima eruzione del 1944, quasi a sfidare la materia infocata. L’umbro Filippo Silvestri (Bevagna 1873 - 1949) fu uno dei più grandi entomologi del ‘900. 26 viaggi attorno al mondo, la cattura di migliaia di insetti, le esplorazioni nell’immenso mondo di un microscopio si tradussero in 500 opere in tutte le lingue. Fece scoperte eccezionali, portò insetti da un continente all’altro per riequilibrare un habitat minacciato. A volte li nascondeva nei capelli, per aggirare i controlli alle dogane.
Fondatore della moderna neurologia italiana fu Leonardo Bianchi (San Bartolomeo in Galdo 1848-Napoli 1927). Nel 1895 completò gli studi sulla funzione dei lobi frontali, decisivi. Fu più volte preside e rettore. Liberale giolittiano, fu quattro volte deputato, due volte ministro e senatore a vita.
L’antifascismo gli costò il Nobel per la medicina. Morì in cattedra.
L’allievo prediletto fu Giuseppe Moscati, futuro santo. L’opera di famiglia è continuata da Leonardo Bianchi jr.
La breve carrellata si chiude su Manlio Rossi-Doria (Roma 1905-1988), l’ultimo meridionalista. Per mezzo secolo trasformò la cattedra all’Agraria in una scuola di scienza e di libertà. Con Emilio Sereni fu incarcerato dal fascismo. Nessuno come lui raccontò l’ “osso” del Sud. Determinante fu il contributo alla riforma agraria: nel dibattito Rossi-Doria gettò il peso delle sue esperienze, con l’aiuto degli allievi (tra cui Gilberto Marselli e il poeta Rocco Scotellaro). Lavorò per l’Unesco. Fondò il Centro di Specializzazione e Ricerche Economico-agrarie per il Mezzogiorno. Fu parlamentare. In tarda età tornò sul campo per raccontare il terremoto in Irpinia.
Tanto passato ha lasciato tracce profonde che possono trasformarsi in straordinarie occasioni di sviluppo e di lavoro. La Tess ha pertanto firmato col governo, con la Regione Campania e le amministrazioni locali protocolli d’intesa per la costituzione nell’area vesuviana di un Polo di ricerca scientifica per l’innovazione tecnologica.






