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Discarica di Terzigno (flickr.com dall’album dell’utente giacomoacunzo)
La conferenza dei servizi, convocata lo scorso 30 dicembre sul tema della seconda discarica di Terzigno, si chiuse favorevolmente agli oppositori della apertura di una nuova discarica. Ma l’ultima decisione toccava al governo che, come noto, ha recentemente stabilito di non tener conto della decisione della conferenza dei servizi e di autorizzare comunque l’apertura della discarica, contigua a quella già esistente.
Qual è la posizione del Parco Nazionale del Vesuvio rispetto a questa scelta?
A nessuno sfugge la gravità del problema rifiuti in Campania, con particolare riguardo alle province di Napoli e Caserta. So bene che il problema ha soluzioni più immediate ricorrendo alla utilizzazione di discariche in cui stivare rifiuti. Ma non deve ad alcuno sfuggire che esiste una legge che impone il progressivo costante incremento della raccolta differenziata e del riciclaggio delle varie componenti merceologiche così raccolte. Di conseguenza contraddicono la legge le soluzioni che individuano nelle discariche soluzioni di mediolungo periodo. Nel caso più specifico di Terzigno l’individuazione nell’area dei comuni di Terzigno, Boscoreale, Boscotrecase, in pieno Parco nazionale del Vesuvio, di ben due discariche di grande capienza - capaci di accogliere oltre 5 milioni di tonnellate di rifiuto “tal quale” - non solo contraddice con la legge “Ronchi”, ma anche con la legge che nel 1995 ha istituito il Parco del Vesuvio.
Proprio per questo motivo il provvedimento governativo che ha individuato queste due grandi discariche è stato assunto “in deroga” alla legge istitutiva del Parco. Ma vi è una deroga che non potrà mai essere accettata ed è quella al buon senso che obbliga a tener conto degli inalienabili diritti di un’area n aturale protetta (salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità) dei cittadini residenti e dei cittadini produttori e trasformatori agricoli che sono fortemente penalizzati.






