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Approvato in consiglio comunale lo statuto dell’associazione Onore Comune, un patto anticamorra tra tutti i Comuni della provincia di Napoli. Un nome provocatorio, che riporta alla mente il concetto di onorabilità utilizzato impropriamente dai cosiddetti “uomini d’onore”, per un progetto che intende promuovere strumenti attivi di contrasto all’attività camorristica in tutte le sue sfaccettature.
La sede dell’associazione sarà a Castellammare in quanto comune capofila, nell’appartamento di Santa Caterina, uno dei beni confiscati alla camorra. Alla Regione, il compito di distribuire gli inviti per aderire al progetto dopo che, circa un anno fa, un’assemblea tra sindaci aveva scritto e firmato lo statuto che impegna le amministrazioni a sostenere insieme iniziative di contrasto alla criminalità organizzata. Iniziative che promuoveranno strumenti attivi di lotta alla camorra: per il riutilizzo ai fini sociali dei beni confiscati ai clan, per campagne di sensibilizzazione ed educazione nelle scuole, per il sostegno ...
Nel corso di circa un anno di attività (costituita il 3 giugno 2008, ma effettivamente operativa dal 21 marzo 2009) la fondazione ha svolto:
1. In materia di vittime innocenti della criminalità:
raccolta delle notizie per tutte le 150 vittime innocenti della Campania
costante monitoraggio delle notizie sui fatti criminali accaduti in Campania
elaborazione della rassegna stampa concernente tutte le vittime
è stata redatta una breve storia per tutte le vittime innocenti
mensilmente viene redatto un articolo commemorativo delle vittime innocenti della criminalità e pubblicato
sull’inserto dell’Osservatorio sulla camorra del Corriere del Mezzogiorno
sta curando una pubblicazione con tutte le storie delle vittime innocenti in Campania
sta predisponendo la pubblicazione di un manuale dei diritti delle vittime
sta predisponendo la pubblicazione del compendio delle norme a tutela delle vittime
sta realizzando la stele della memoria ha fornito assistenza legale e psicologica ad alcune famiglie di
familiari ...
Il Consiglio Regionale della Campania, nella seduta del 19 gennaio scorso, ha approvato con votazione unanime il Piano del Parco Nazionale del Vesuvio e le relative norme tecniche di attuazione.
Dopo l’approvazione del PTR e del Piano del Parco del Cilento si completa proprio con il Piano del Parco del Vesuvio l’intera rete di pianificazione ambientale e urbanistica su vasta scala.
Attraverso tale strumento ritorna quale tema principale nella politica regionale l’ambiente e si dota il territorio di un documento di programmazione all’interno del quale sono istituzionalizzate regole e linee di sviluppo.
Tra le finalità del Piano: la conservazione di specie animali e vegetali; l’applicazione di metodi di gestione o di restauro ambientale; la promozione di ...
Giovanni Ricciardi, noto vulcanologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Osservatorio Vesuviano), ha terminato il suo ultimo lavoro “Diario del monte Vesuvio”, un’opera in tre volumi nel quale racconta del vulcano dal 79 d.C. ai giorni nostri, lasciando trasparire dalle pagine scritte l’antropologia, la storia, la cultura, la scienza, la religione, le leggende e la natura del vulcano più famoso e visitato del mondo.
L’opera è stata presentata a Ercolano dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, unitamente all’Amministrazione Comunale, Assessorato alla Toponomastica, il 26 febbraio scorso presso il MAV (Museo Archeologico Virtuale) di Ercolano, alla presenza di personalità provenienti da vari settori. L’evento ha avuto luogo nell’ambito della manifestazione La catastrofe. La Rinascita durante la quale è stata promossa una raccolta fondi per l’emergenza terremoto di Haiti con il supporto dell’agenzia AGIRE.
Sull’approvazione del Piano abbiamo ascoltato Paola Conti naturalista, funzionario del Servizio Tecnico del Parco Nazionale del Vesuvio.
Per meglio analizzare lo spirito del Piano è stato doveroso chiedere se esiste e che tipo di integrazione intercorre tra il Piano, gli altri strumenti di pianificazione, la programmazione comunitaria e il PIRAP?
La dottoressa Conti ritiene che il rapporto con le istituzioni è stata condizione fondamentale per la stesura del Piano. “E’ stato coinvolto tutto il sistema locale attraverso un lungo processo di condivisione, convergenza e integrazione delle azioni dei diversi soggetti, pubblici e privati che a vario titolo sono presenti sul territorio. La cooperazione si è concretizzata anche a livello politico con un’intensa attività di copianificazione tra enti (Comuni, Provincia, Autorità di Bacino, Regione) e tra questi ed i diversi attori locali attivando una strategia di ricerca del consenso volta alla messa in campo ...





