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Il Consiglio Regionale della Campania, nella seduta del 19 gennaio scorso, ha approvato con votazione unanime il Piano del Parco Nazionale del Vesuvio e le relative norme tecniche di attuazione.
Dopo l’approvazione del PTR e del Piano del Parco del Cilento si completa proprio con il Piano del Parco del Vesuvio l’intera rete di pianificazione ambientale e urbanistica su vasta scala.
Attraverso tale strumento ritorna quale tema principale nella politica regionale l’ambiente e si dota il territorio di un documento di programmazione all’interno del quale sono istituzionalizzate regole e linee di sviluppo.
Tra le finalità del Piano: la conservazione di specie animali e vegetali; l’applicazione di metodi di gestione o di restauro ambientale; la promozione di attività di educazione e formazione, di ricerca scientifica, di attività ricreative compatibili; la difesa e la ricostituzione degli equilibri idraulici e idrogeologici.
Si persegue l’obiettivo di orientare e coordinare le azioni dei soggetti a vario titolo operanti sul territorio, valorizzandone le sinergie e rispettandone l’autonomia decisionale.
Infatti il piano delinea le Linee Strategiche attraverso cui si definisce un’organica disciplina di usi, attività di gestione, progetti, investimenti e di interventi di conservazione, recupero, valorizzazione o trasformazione ammissibili nel territorio protetto ai fini di una fruizione basata sulla salvaguardia e la tutela.
Riconosciute quali azioni prioritarie di intervento volte proprio alla tutela e alla conservazione, le emergenze geomorfologiche, la rete idrografica, i boschi, le aree agricole, le infrastrutture per la mobilità.
Azioni, queste, raggruppate in 4 sistemi, geomorfologico ed idrologico, vegetazionaleagricolo-forestale, storico-insediativo, accessibilità e fruizione.
Per ciascuno dei sistemi si disciplinano e indirizzano le singole attività da effettuare. La tipicità sta nella visione unitaria di intervento territoriale che il Piano rende.
Non si parla solo di risorse naturali, difesa del suolo e mitigazione del rischio idraulico, uso di fonti energetiche rinnovabili ma si propone anche la valorizzazione e il restauro dei monumenti e delle testimonianza storico-culturali (scavi archeologici, ville e giardini) e il cambiamento di destinazione d’uso di siti dalla funzione residenziale verso attività agro-ilvopastorali, turistico-ricettive, di servizio, espositivo-museali.
L’attuazione del Piano Vesuvio garantisce uno sviluppo e una salvaguardia sia in termini ambientali che turistico-ricettivi e grande attenzione viene rivolta verso la mobilità (linee di trasporto ecosotenibili, rete ferroviaria, marittima, viaria, parcheggi, nodi intermodali, rete pedonale e cicolopedonale, risalite meccaniche a fune).
Inoltre l’Ente Parco si impegna a definire le attività utili alla verifica e alla valutazione degli effetti che deriveranno proprio dall’attuazione del Piano al fine di apportare le eventuali azioni correttive o ridefinire gli indirizzi di gestione.






