Sarà la casa di associazioni, compagnie di recitazione e scuole per ogni evento
di Nadia Labriola - 4 Marzo 2010

Un fiore all’occhiello. Un fiore all’occhiello tenuto da parte fino ad oggi, congelato, se vogliamo, ma mai abbandonato nonostante i mille e mille problemi, le polemiche, la cronica mancanza di fondi. Oggi, per fortuna, tutto è solo un brutto ricordo, un incubo che ha lasciato spazio a una nuova conquista: il teatro Capitol ha rivisto la luce, e con molta probabilità riprenderanno gli spettacoli e le rassegne teatrali a brevissimo.

“Questo teatro è una conquista per la nostra città”, ha detto l’assessore ai Lavori Pubblici Rosario Frosina una volta terminati i lavori, e annuncia: “Priorità sarà data, oltre che ad associazioni e compagnie amatoriali, anche alle scuole che potranno utilizzare la struttura per rappresentazioni teatrali ed eventi di ogni genere.

E non finisce qui - prosegue ancora l’assessore Frosina - sono, infatti, iniziati da qualche giorno i lavori per la realizzazione dell’anfiteatro all’aperto di circa mille e cento posti all’interno di Villa Mascolo, in via Scalea. La nostra città sarà, dunque, in grado di ospitare, anche durante il periodo estivo, eventi di grosso spessore”.

Già. Eventi che porteranno la città al centro dell’interesse dell’arte vesuviana. Ma il Capitol? Cosa è accaduto al Capitol e per quale motivo l’ultimazione dei lavori rappresenta un evento tanto importante per Portici e per i porticesi? Va sottolineato che il teatro comunale è ora a disposizione delle associazioni e delle compagnie della città della Reggia, che ha un nuovo nome, visto che è stato ribattezzato teatro dei “De Filippo”, che ha un palcoscenico più ampio.

Insomma, che ha rirovato l’antico splendore e che alla città è stato restituito un piccolo gioiellino di circa 200 posti che punta a diventare riferimento. Da anni, infatti, proprio le compagnie teatrali sono state costrette a sborsare denaro per ottenere la concessione di strutture private anche nei comuni limitrofi. Eventi, questi, che ovviamente hanno messo a dura prova l’esistenza di realtà piccole e medie che operano sul territorio. “Così come era predisposta, il Capitol non era adeguato per ospitare rappresentazioni teatrali, ma solo eventi e tavole rotonde - ha quindi sottolineato Francesco Iurlaro, presidente dell’associazione culturale “Incontri” - il palcoscenico addirittura non aveva un sipario, mancavano i camerini, e i bagni per gli attori erano quelli pubblici all’esterno della sala”.

Tutto questo adesso è solo un ricordo: il Capitol avrebbe dovuto ospitare la prima rappresentazione della rassegna teatrale dedicata alla famiglia De Filippo il 2 gennaio scorso, ma qualche ritardo ha fatto slittare la fine dei lavori e dunque anche l’avvio della rassegna. Si è trattato solo di un piccolo ritardo, però: adesso i dieci spettacoli di altrettante compagnie ispirati al teatro di Eduardo potranno partire: “Avere a disposizione un teatro di questo genere è una conquista per tutti” conclude Iurlaro.

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