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Dopo l’emergenza rifiuti, le politiche ambientali stanno recuperando credito nelle agende politiche. Anche i comuni stanno vagliando nuove soluzioni che vanno dal risparmio energetico al riciclo dei rifiuti. Per decreto ormai la differenziata è diventata obbligatoria e ogni comune ha adottato soluzioni legate alle esigenze territoriali. A Pimonte il servizio è stato esternalizzato e a breve partirà uno screening accurato da parte dell’assessorato all’ambiente per un’azione ancor più mirata. Verranno quindi analizzate tutte le percentuali di raccolta dei vari materiali, eventuali accorgimenti per migliorare le negatività emerse in fase di attuazione, le difficoltà degli utenti e/o degli addetti alla raccolta. Ma l’assessorato all’ambiente è pronto per avviare la “fase 2” che mira, dopo la sistemazione del ciclo dei rifiuti, a ridurre i consumi energetici degli edifici pubblici.
A dicembre è stato approvato con delibera di giunta uno studio di fattibilità per la realizzazione di impianti fotovoltaici per coprire il fabbisogno energetico degli edifici di proprietà comunale.
Attualmente siamo solo alla fase preliminare. Sono state studiate varie soluzioni e dalla relazione si evince un piano di circa 600mila euro per realizzare impianti con pannelli fotovoltaici col fine di ridurre i costi legati ai consumi annuali delle strutture pubbliche che gravanosulle casse comunali.
“La nostra attenzione rispetto a temi cari a tutti come l’ambiente, il risparmio energetico e il rispetto del patrimonio naturale ci ha portato ad avviare uno studio di fattibilità che però dovrà essere supportato anche da una politica fatta da piccoli gesti e di interventi tesi a migliorare l’efficienza energetica delle strutture comunali” dichiara l’assessore all’ambiente Bartolo Chierchia. “Anche piccoli gesti aiutano a tenere pulito l’ambiente come la raccolta di olii esausti che viene effettuata periodicamente nel nostro comune per poi essere smaltita in appositi contenitori.”
Altre iniziative sono al vaglio dell’amministrazione come l’utilizzo dei composter anche se in altri comuni non sempre hanno funzionato come si sperava. Infatti il compostaggio è un processo che va seguito e spesso ciò non sempre risulta agevole. Inoltre ogni soluzione deve essere adattata al territorio. Un’ipotesi avanzata è quella di avviare anche la raccolta del vetro e dell’alluminio porta a porta.
Dopo questo screening che andrà a fotografare la situazione attuale si deciderà su quali azioni intraprendere nell’ambito della differenziata per aumentare le percentuali già di per sé ottime. Ma tutto è migliorabile. La prossima sfida è superare il 70% di differenziata con un servizio sempre più specifico mentre sul versante delle fonti rinnovabili si vuole raggiungere, con la realizzazione di impianti fotovoltaici, un’autonomia energetica dei plessi scolastici e della casa comunale e la riduzioni di eventuali sprechi con l’ammodernamento delle strutture esistenti.






