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L’inserto di questo numero ci conduce alla scoperta del Settore Politiche Giovanili. Una panoramica introduttiva sulle linee d’intervento che andremo ad approfondire nei prossimi numeri, analizzando nello specifico i riscontri ottenuti all’interno dell’area vesuviana. I nostri obiettivi sono: individuare il percorso,le attività che la Regione Campania ha attuato e sta per attuare, per l’universo giovanile campano, e porre l’accento sulla reale innovazione apportata in una nuova fase messa in atto dall’Ente Regionale, definita “sperimentale”. Ovvero, mettere a sistema tutti gli interventi in tema di politiche giovanili, senza più parcellizzare le varie azioni, coinvolgendo i Comuni nella piattaforma programmatica attraverso i neonati “Piani Territoriali di Politiche Giovanili” - PTG.
Le azioni delle Politiche Giovanili del 2010 hanno come fine comune quello di irrobustire e consolidare il costante impegno delle attività dei diversi settori che si occupano direttamente o indirettamente della gioventù. Le finalità degli interventi messi in atto dalla Regione Campania sono in linea con i principi provenienti dall’agenda di Lisbona, con cui si condivide l’idea di trasformare l’Europa in una “economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo”. L’Europa delle Regioni. Questo il tema della ‘Scuola di Cittadinanza Attiva’che fu annunciato dall’assessore alle Politiche giovanili della Regione Campania, Prof. Alfonsina De Felice, che concluse a Napoli l’edizione 2009 intitolata ‘Io penso cittadino europeo’.
Lo slogan che identifica le attività per le politiche giovanili della nostra Regione è UNA REGIONE GIOVANE PER I GIOVANI. La Campania che ha a disposizione un’ alta percentuale di popolazione giovane, rispetto al resto d’Italia, non poteva non includerla nella progettazione delle proprie attività e chiedersi: cosa può fare la Regione Campania per mezzo ed attraverso i giovani?
Il compito dell’Ente Regionale è quello di promuovere nei giovani la “consapevolezza di esserci, di esistere come elemento attivo e pulsante di un tessuto sociale” per spingerli alla partecipazione. Al tempo stesso si delinea il dovere di spronare le istituzioni a facilitare ed incentivare tale processo.
Le attività previste hanno un ampio spettro e agiscono su più fronti.
“Informiamo”, è considerata il primo passo, L’AZIONE A, che prevede la promozione e l’incentivazione dei servizi Informagiovani e il coordinamento della rete SIRG - Sistema Informativo Regionale Giovanile , per il coinvolgimento dei giovani del territorio. L’AZIONE B è “partecipiamo”. Nell’ottica di favorire la partecipazione attiva dei giovani alla vita democratica, la piattaforma programmatica mira a promuovere iniziative che imprimano un’inversione di tendenza alla loro sfiducia verso le istituzioni. Ad esempio, uno strumento fondamentale è il Forum Regionale della Gioventù. Per una Regione sempre più dinamica e competitiva, il tema della mobilità e quindi , degli scambi culturali transnazionali, è la problematica affrontata dall’AZIONE D. Gli interventi formativi di alta qualità tesi allo sviluppo della Comunità, attraverso un apprendimento permanente “Lifelong Learning Programme” si riferiscono all’AZIONE F “Formiamoci”. La progettazione, l’osservatorio, gli interventi per la creazione di centri polifunzionali, le azioni innovative e il piano di Comunicazione e Governance, sono rispettivamente oggetto delle AZIONI: C-E-G-H.
In fase “sperimentale”, con il lancio dei Piani Territoriali di Politiche Giovanili - PTG, la prospettiva futura diventa quella di coinvolgere in una progettazione organica tutti gli Enti locali che oltre ad essere i diretti interessati sono anche i più attenti conoscitori delle necessità e dei bisogni delle comunità territoriali. L’innovazione è rappresentata da Comuni capofila che, senza perdere di vista gli ambiti distrettuali, presenteranno i progetti elaborati dai vari comuni. In tal modo si auspica ad una armonizzazione dei soggetti e dei settori, al fine di un riscontro più incisivo del territorio.






