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L’orrore dei campi di sterminio si rivelò il 27 gennaio del 1945, ad Auschwitz, ma Alfredo Cesarano sarebbe rimasto internato altri tre mesi a Belsen prima di ritrovare la libertà il 14 Aprile dello stesso anno. Pesava 37 chili quando fu liberato.
Era di Casola e si trovava nel fiore della gioventù quando decise di partire volontario per la Seconda Guerra mondiale. Fu mandato in Grecia, dove combatté fino al settembre del 1943, quando l’Italia firmò l’armistizio con gli anglo-americani. Le truppe italiane, vissero un momento di sbandamento. In quell’incertezza generale, interi reparti furono fatti prigionieri dagli ormai ex-alleati tedeschi.
Molti furono deportati nei campi di concentramento dell’Europa centrale. Tra loro, Alfredo Cesarano, per il quale sarebbe iniziato un calvario lungo un anno e mezzo dentro tre lager: Buchenwald, Campo Dora, Campo di Belsen. Alfredo al rientro a Casola, avvenuto nell’agosto del 1945, continuò a raccontare per molti anni cosa gli era accaduto durante quella prigionia.
I suoi racconti che a molti sembravano frutto della mente di uno squilibrato o di quella di uno scrittore dalla fervida e macabra fantasia. Molti non credevano a quelle storie.
Quando dal Ministero della Difesa gli giunse il documento che attestava il suo interessamento, furono in tanti a doversi ricredere.
Quest’anno a Casola il 10 Febbraio la memoria di Alfredo è stata onorata con una commemorazione organizzata dall’Amministrazione comunale e animata dai ragazzi della scuola media con la lettura di diverse testimonianze e la proiezione di alcune diapositive.
Il sindaco ha consegnato una targa commemorativa al figlio di Alfredo, Michele che ha ringraziato l’amministrazione per la sensibilità dimostrata nei confronti della memoria di suo padre.
“Oltre rappresentare una tra le pagine più buie della storia Europea - ribadisce il sindaco Rosalba - la vicenda di Alfredo è anche tra le pagine fondamentali della storia di Casola e rappresentava quindi un passaggio obbligato dal viaggio alla riscoperta delle nostre radici che abbiamo inaugurato con la celebrazione del Bicentenario. Alfredo Cesarano è una di quelle persone, insieme a due garibaldini casolesi, che hanno fatto la storia del nostro paese: è partito in guerra per patriottismo e perché sentiva di poter fare qualcosa per la sua nazione e dovrebbe essere da esempio per tutti noi.






