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Sull’approvazione del Piano abbiamo ascoltato Paola Conti naturalista, funzionario del Servizio Tecnico del Parco Nazionale del Vesuvio.
Per meglio analizzare lo spirito del Piano è stato doveroso chiedere se esiste e che tipo di integrazione intercorre tra il Piano, gli altri strumenti di pianificazione, la programmazione comunitaria e il PIRAP?
La dottoressa Conti ritiene che il rapporto con le istituzioni è stata condizione fondamentale per la stesura del Piano. “E’ stato coinvolto tutto il sistema locale attraverso un lungo processo di condivisione, convergenza e integrazione delle azioni dei diversi soggetti, pubblici e privati che a vario titolo sono presenti sul territorio. La cooperazione si è concretizzata anche a livello politico con un’intensa attività di copianificazione tra enti (Comuni, Provincia, Autorità di Bacino, Regione) e tra questi ed i diversi attori locali attivando una strategia di ricerca del consenso volta alla messa in campo di scelte condivise e, a livello gestionale, collaborando a progetti di ampio respiro con Enti di ricerca, Università italiane ed estere, Associazioni presenti sul territorio”.
Il Piano individua due obiettivi strategici prioritari: valorizzazione del patrimonio storico-culturale e riqualificazione della fruizione turistica e sociale del Parco e riconnessione ecologica e valorizzazione del territorio rurale.
Due direttrici principali - continua - per la gestione del territorio che tralaltro hanno costituito l’asse portante del Progetto Integrato Vesevo realizzato nel corso del precedente periodo di programmazione comunitaria 2000-2006.
Con il PI “Vesevo” è stata definita una strategia di intervento e tutela del patrimonio naturale ancora esistente fondata sullo sviluppo endogeno, sulla logica dei bisogni e della simbiosi tra società umane e natura.
A termine di una valutazione sul ciclo della passata programmazione il funzionario evidenzia che “dopo la chiusura del PI, l’Ente ha predisposto un Documento Strategico Programmatico (DSP) per la definizione delle linee di indirizzo sulle quali basare la nuova Programmazione del periodo 2007-2013 e che traccia la coerenza degli interventi previsti con gli strumenti finanziari disponibili ed attivabili con la nuova programmazione”.
A questo si aggiunge il PIRAP-Progetto Integrato Rurale per le Aree Protette attraverso cui si promuovono e realizzano interventi pubblici coordinati destinati a adeguare le dotazioni infrastrutturali del territorio; migliorare la fruibilità dei servizi, prevenire i rischi ambientali.
La Conti conclude informandoci che “dall’analisi incrociata degli indirizzi programmatici delineati nel DSP con le tipologie di intervento finanziabili con il PIRAP è emersa un’evidente convergenza verso i temi inerenti la valorizzazione e la messa in rete delle diverse componenti caratterizzanti il territorio del parco (emergenze naturalistiche e geologiche, aree archeologiche, tracciati e segni dell’infrastrutturazione territoriale storica) e lo sviluppo di un turismo diversificato e compatibile con il recupero e la rifunzionalizzazione del patrimonio naturale e culturale; elemento portatore di un indotto economico e produttivo “pulito” e di nuove centralità riconducibili soprattutto alle attività produttive tipiche, culturali, eco-museali e scientifiche in corrispondenza delle nuove “porte” al Parco già realizzate (PIT Vesevo) o in corso di realizzazione (trenino a cremagliera, rifunzionalizzazione del porto del Granatello, ecc).






