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La Fondazione Pol.i.s. è l’unica fondazione regionale presente in Italia in materia di beni confiscati e l’unica nel Mezzogiorno ad occuparsi di sostegno alle vittime innocenti di criminalità. Affianca al ricordo, l’impegno concreto a favore dei familiari delle vittime di qualsiasi forma di criminalità, non solo di stampo camorristico, e rappresenta lo strumento operativo della Regione Campania nell’attività di governance dei beni confiscati alla criminalità, sostenendo altresì gli Enti locali ed i soggetti sociali nell’ambito della predisposizione dei progetti per l’uso sociale degli stessi beni.
La necessità di non lasciare soli i familiari delle vittime - il cui Coordinamento regionale è rappresentato all’interno del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Pol.i.s. dall’ing. Lorenzo Clemente - diventa sempre più radicata nelle coscienze degli uomini e delle donne che operano nella Fondazione, soprattutto all’interno di una realtà in cui la malavita, il bullismo, le varie forme di violenza sono fortemente diffuse.
Basti pensare che un’indagine condotta alcuni anni fa tra studenti delle scuole medie superiori della Campania ha evidenziato che i ragazzi conoscono i nomi dei mafiosi ma non quelli delle loro vittime, tranne poche eccezioni.
La Fondazione, invece, si propone di mantenere viva la memoria di coloro che hanno perso la vita in maniera così assurda, perché attraverso questi esempi si radichi, di converso, nelle coscienze, non solo delle giovani generazioni, la cultura della legalità. E’ necessario, a tal fine, il coinvolgimento fattivo di tutte le istituzioni, delle associazioni, della società civile. Dobbiamo, tutti insieme, riuscire ad estirpare dalla nostra terra il senso dell’illegalità che continua a mietere vittime innocenti ogni giorno, per far sì che tra alcuni anni i nomi di Dario Scherillo, Raffaele Manna e Luigi Sica, solo per citarne alcuni, diventino noti ai giovani che verranno più di quelli dei grandi boss camorristici. Il nostro sostegno ai familiari delle vittime vuole essere di natura pratica ed etica: solo riuscendo a trasferire loro la consapevolezza che i propri cari non sono morti invano, non li ammazzeremo una seconda volta.
Nel solco del primato della legalità si inserisce l’attività di governance dei beni confiscati alla criminalità. In tale ambito, va evidenziato il forte impegno assunto dalla Fondazione Pol.i.s. contro l’emendamento approvato dal Parlamento che prevede la messa all’asta degli stessi beni, con il rischio serissimo che ridiventino proprietà dei mafiosi. Le numerose iniziative intraprese, tra cui l’appello lanciato al Presidente della Camera dei Deputati da una folta delegazione dei familiari delle vittime, purtroppo non hanno sortito gli effetti sperati.
Intanto, all’inizio del 2010 è stato firmato un protocollo di intesa tra Regione Campania e Ministero del Lavoro sul riutilizzo dei beni confiscati. Grazie all’azione congiunta della Fondazione Pol.i.s., per la Regione Campania, e di Italia Lavoro, per il Ministero del Lavoro, saranno preparati progetti produttivi di riutilizzo dei beni, istituiti corsi di formazione per la creazione di cooperative sociali giovanili destinate al lavoro sui beni stessi e poste le condizioni per la creazione e l’avvio di imprese fino al lancio sul mercato.
E’ un segnale importante, per dare fiducia ai nostri giovani, per far comprendere loro che anche nelle terre di Gomorra la collaborazione cui si accennava può dare i suoi frutti. Così come possono scuotere le menti e i cuori i messaggi dall’alto valore simbolico. Come quello della Stele della Memoria (iniziativa riservata ai giovani di tutte le nazionalità che non hanno superato i 40 anni di età), che sarà collocata permanentemente a Napoli, nei giardini di Via Cesario Console, che hanno visto il passaggio del corteo dello scorso 21 marzo contro tutte le mafie.






