di Domenico Maria - 9 Febbraio 2010

Verso un piano strategico per la valorizzazione dei beni culturali

Se si volesse sintetizzare in una breve espressione verbale lo spirito della programmazione regionale 2007-2013 , forse quella di“sistema integrato” potrebbe essere la più efficace. Non è un caso, vista la svolta che la Regione Campania ha imposto alla nuova programmazione per correggere le disfunzioni della precedente che, coma già si è avuta occasione di indicare nei precedenti numeri, non è riuscita a generare uno sviluppo armonioso del territorio a causa di una eccessiva frammentazione, sovrapposizione o concentrazione di risorse in alcune aree a svantaggio di altre.

Il dato più rilevante, quindi, è che finalmente la necessità di fare rete, sistema e concertazione esce dalle discussioni accademiche e dalle riflessioni nei convegni sullo sviluppo locale e diviene il nerbo dell’impostazione generale. Realizzare un sistema integrato significa concertare le scelte e i percorsi, concentrare risorse e interventi e armonizzare il tutto in una strategia che delinei uno scenario di sviluppo credibile in quanto, appunto, concepito in forma sistemica e integrata intorno alle risorse locali. L’altra novità riguarda il criterio della messa a bando dell’accesso alle risorse finanziarie (così come nel passato accadeva soltanto per quelle destinate alle imprese) che spinge i territori a fare sistema attraverso sinergie progettuali realizzabili in un ambito omogeneo. Il recente bando degli Accordi di reciprocità (AdR), a cui abbiamo dato ampio spazio nel numero di gennaio, ha costituito in Campania il primo importante momento di intervento sistemico su territori omogenei che nel caso della costa vesuviana si è concretizzato in una proposta di accordo dal titolo “La Città Vesuviana” imperniata intorno al progetto portante de “La riconquista del mare”, da Portici a Castellammare di Stabia.

Il 13 gennaio è stato emanato dalla Regione Campania un avviso pubblico relativo “Proposte progettuali relative ai piani strategici per la valorizzazione dei beni culturali” ricadenti nell’ambito del PO FESR Campania 2007-2013 Asse 1 Obiettivo operativo 1.9 “Beni e siti culturali”: anche in questo caso i criteri di progettazione integrata e messa a sistema dei beni culturali vengono ribaditi quali elementi portanti delle proposte progettuali e il fatto che si tratti di un intervento di portata finanziaria sicuramente più modesta rispetto agli AdR rappresenta il segnale più chiaro che il criterio del “sistema integrato” verrà da ora in avanti applicato per qualsiasi tipo di progettualità, da quella riferibile all’intero ambito territoriale omogeneo - come nel caso degli AdR - a quella più specifica e di settore - come nel caso del suddetto avviso relativo ai Beni Culturali”.

Per il territorio della Costa Vesuviana, quindi, questo recente avviso pubblico rappresenta una buona notizia per due ordini di ragioni: innanzitutto nel breve-medio termine perché riguarda un contesto nel quale il nostro territorio può competere con successo perché abbonda di “materia prima” intorno a cui strutturare una buona proposta progettuale; in secondo luogo, perché tra gli ambiti territoriali omogenei la costa vesuviana (o più tecnicamente STS Miglio d’Oro-Torrese Stabiese) è tra quelli che hanno sperimentato da ormai quindici anni forme e strumenti di concertazione che hanno creato un humus fertile di confronto e di messa a sistema degli interventi che supera egoismi campanilistici e divisioni politiche. L’indagine che questo mensile sta realizzando rispetto alla identità comune (La Costa Vesuviana Anno II nn. 7, 8, 10, Anno III n. 1 n.d.r.) di quella che si può definire la “città vesuviana” mira a comprendere il grado effettivo di integrazione raggiunto nelle politiche di sviluppo e individuarne i limiti ancora presenti e le potenzialità da sfruttare. Ad oggi è emerso che, a partire dai comuni di più grandi dimensioni, la realizzazione di un vero e proprio sistema integrato di sviluppo è una esigenza fondamentale, soprattutto in alcuni settori quali le infrastrutture, la salvaguardia dell’ambiente e del territorio, la sicurezza e la promozione dei beni culturali.

La Regione Campania oggi dice forte e chiaro che non si può più derogare all’esigenza di progettare con visione sistemica e con interventi integrati anzi, premia chi lo fa meglio; fortunatamente, in questo angolo speciale di Campania questi stessi concetti ce li siamo detti qualche tempo fa e, proprio per questo, possiamo essere discretamente ottimisti per aver imboccato in tempo la strada giusta verso uno sviluppo possibile e sostenibile.

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