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Vice presidente Valiante, la Regione Campania in questi anni ha investito in modo deciso sulla sicurezza.
Tre leggi regionali approvate, per il finanziamento di Comuni e Province di progetti di sicurezza urbana, per il riutilizzo dei beni confiscati alla camorra e per l’aiuto alle vittime di reato testimoniano l’impegno della Regione su questi temi.
Quali sono i risultati raggiunti finora e gli investimenti economici sostenuti?
Quali, in prospettiva, gli obiettivi prefissati?
Abbiamo prodotto in questi anni sforzi rilevanti, raggiungendo risultati importanti su tutti i versanti. Per la sicurezza urbana, abbiamo finanziato con oltre 15 milioni di euro progetti per 160 comuni, 54 sistemi di videosorveglianza sparsi su tutto il territorio, 20 associazioni antiracket e antiusura, 200 esercizi commerciali di Napoli e provincia, tre Aree di sviluppo industriale (Caserta, Benevento e Avellino), un consorzio di comuni a nord di Napoli per un sistema in grado di decodificare le targhe dei veicoli. E presto anche l’area della Stazione Centrale e dei decumani a Napoli città disporrà di un sistema analogo.
Per il riutilizzo dei beni confiscati l’impegno è altrettanto significativo. Sui 1323 immobili sequestrati in Campania, ben 916 sono stati destinati in gran parte alle Amministrazioni locali. Con un investimento di 11 milioni e mezzo di euro, abbiamo restituito alle comunità locali ben 37 beni confiscati, tra cui spiccano la casa appartenuta al clan Giuliano di Forcella, la villa di Zaza a Pomigliano, quella di Schiavone a Casal di Principe. A questa somma vanno ad aggiungersi ulteriori 25 milioni che utilizzeremo a sostegno di significativi progetti già pronti non appena il governo ci erogherà le somme che ci spettano nell’ambito dei Fondi per le Aree Sottoutilizzate. Abbiamo aperto una nuova stagione del lavoro portato avanti in questi anni sui beni confiscati, che deve puntare al riutilizzo a scopo sociale e istituzionale di questi beni. Una scelta ben precisa, per la cui realizzazione abbiamo messo a disposizione anche la Fondazione POLIS per le vittime di criminalità e il riuso dei beni confiscati.
L’obiettivo su cui ci siamo mossi è stato quello di individuare un modello regionale d’intervento idoneo per un efficace investimento nel settore. La strada scelta attraverso le leggi regionali che ci siamo date, che dispone la messa in campo di strumenti di sostegno alle Amministrazioni locali impegnate in progetti di ristrutturazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, si è rivelata quella giusta. Come Regione finanziamo la ristrutturazione e l’adeguamento dei beni confiscati, la loro rifunzionalizzazione attraverso l’acquisto di forniture (attrezzature, arredi, macchinari, veicoli, ecc.) e la gestione delle attività che, per rientrare nel programma, deve essere affidata ad organizzazioni del territorio selezionate dai comuni con procedure di evidenza pubblica.
Ora stiamo lavorando per accompagnare l’ente locale sino alla completa rifunzionalizzazione del bene. Naturalmente l’opera delle istituzioni da sola non basta se non si valorizzano le risorse presenti sul territorio, attraverso l’azione della società civile, delle associazioni del volontariato, di quella moltitudine di giovani delle cooperative capaci di innescare veri processi di cambiamento.
Sul versante dell’ iniziativa legislativa, la proposta di legge presentata al Parlamento è in linea con il disegno di legge della giunta regionale della Campania, con cui è stata chiesta la costituzione di una Agenzia nazionale per la gestione dei beni confiscati. La sede dell’agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla mafia, come ha annunciato il ministro dell’interno, Roberto Maroni, sarà a Reggio Calabria. La sua costituzione sarà uno dei dieci punti del piano straordinario per la lotta alla criminalità organizzata che il Viminale e il ministero della Giustizia presenteranno a breve al Consiglio dei ministri, con allegato un disegno di legge. Ce ne parli.
Mentre in Regione Campania portavamo avanti le azioni di supporto alla realizzazione della politica regionale in materia di beni confiscati, il Governo ha voluto una modifica della normativa vigente, prevedendo la vendita di quei beni che non risultassero utilizzati entro i termini fissati. Al fine di evitare il grave rischio che i beni venduti possano rientrare nel possesso dei soggetti ai quali vennero confiscati, abbiamo deliberato come Giunta un’iniziativa legislativa, sottoposta all’approvazione del Consiglio regionale, per la formulazione, ai sensi dell’art.121 della Costituzione, di una proposta di legge alle Camere. Oggi registriamo un’analoga iniziativa da parte del Governo e ci auguriamo di aver fornito al Parlamento un utile strumento di confronto sul quale discutere.
La finalità della proposta regionale è di rendere l’impianto normativo il più possibile adeguato allo scopo di pervenire, tempestivamente e nel rispetto delle garanzie di legge, alla concreta utilizzazione dei beni confiscati alle mafie da parte dei soggetti legittimati. Proponiamo l’istituzione, a livello nazionale presso la Presidenza del Consiglio, dell’Alto Commissariato di Governo per la gestione dei beni sequestrati o confiscati a organizzazioni criminali, e, a livello regionale presso l’ Ufficio Territoriale di Governo delle città capoluogo di regione, delle Agenzie regionali come strutture di collaborazione alle attività dell’Alto Commissario.
Nel frattempo, è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra la Regione Campania ed il Ministero del Lavoro per la valorizzazione dei beni confiscati alla camorra e farne un’occasione di sviluppo ed occupazione. Attraverso l’azione congiunta di Italia Lavoro per il Ministero del Lavoro e della Fondazione Pol.i.s. per la Regione Campania quale sarà il progetto di lavoro da perseguire e il fine ultimo da raggiungere?
Il protocollo d’intesa stipulato con il Ministero del Lavoro e la successiva convenzione tra lo stesso Ministero, la Regione Campania e l’Agenzia Tecnica del Ministero Italia Lavoro S.p.A. sono finalizzati a realizzare sul territorio regionale: o piani di sperimentazione di riutilizzo dei beni confiscati attraverso cui sostenere l’offerta dei beni confiscati e la domanda di progettualità locale coerente con la vocazione socio-economica dei territori interessati e finalizzate allo sviluppo locale, nascita di nuova occupazione e aggregazione sociale; o progettazione dei piani di formazione per iniziative di carattere imprenditoriale definite dai piani di sperimentazione a sostegno dei soggetti e enti che gestiscono i beni nella direzione di una loro sostenibilità e capacità di generare reddito e occupazione; o accompagnamento dei soggetti individuati e adeguatamente formati alla creazione d’impresa con particolare riferimento a persone svantaggiate e le fasce deboli del mercato del lavoro.
Pare chiaro ed evidente che abbiamo messo in campo un impegno forte ed organico, a conferma che la sicurezza rappresenta una priorità dell’azione portata avanti in tutti questi anni dal governo regionale perché la sicurezza genera sviluppo e migliore qualità della vita per i cittadini della Campania. Su questa strada continueremo la nostra azione anche in futuro.







