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Bonus scuola alle famiglie in cui il papà o la mamma abbiano perso il lavoro nell’ultimo anno e mezzo. E’ l’iniziativa che l’Amministrazione Comunale di Castellammare di Stabia ha adottato per venire incontro alle esigenze di chi fa sempre più fatica ad arrivare a fine mese tra bollette da pagare e spese per i figli. La giunta ha stanziato, su proposta dell’Assessorato al Lavoro e dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione, 50.000 euro come misura straordinaria di sostegno al reddito finalizzata ai servizi scolastici.
Il bonus concretamente si traduce nella mensa scolastica gratis fino a dicembre 2010 e in buoni-acquisto per materiale didattico spendibili entro giugno 2010. Agevolazioni e voucher fino a un massimo di 150 euro sono destinati agli stabiesi che siano stati licenziati, oppure siano in cassa integrazione o in mobilità per non meno di tre mesi, a partire dal primo ottobre 2008, la cui certificazione Isee 2008 non superi i 10.633 euro e i cui figli frequentino una scuola pubblica cittadina. Risparmiare la retta della mensa non sarà una rivoluzione per i bilanci delle famiglie, ma è sicuramente un segnale concreto di aiuto da parte del Comune che ha compiuto questa scelta nonostante le ristrettezze del suo bilancio.
Castellammare sta vivendo in modo drammatico le conseguenze della crisi economica, con centinaia di operai Fincantieri in cassa integrazione e i lavoratori dell’Avis alle prese con la mobilità, a voler guardare solo quanto resta dell’apparato industriale, e sono tanti gli stabiesi dipendenti magari di aziende fuori dal territorio cittadino pure alle prese con la cassa integrazione come la Fiat di Pomigliano che versano in una situazione sempre più drammatica.
Rispetto alle singole situazioni delle aziende in crisi sul territorio cittadino, l’Amministrazione ha promosso diverse iniziative per sostenere i lavoratori. Da un lato, i 102 lavoratori in mobilità dell’Avis sono stati impegnati nel progetto di pubblica utilità “Castellammare Città Mia” realizzato in collaborazione con Tess-Costa del Vesuvio per dare un sostegno integrativo al loro reddito, svolgendo attività di manutenzione del verde e delle strutture pubbliche, aiutando così la città a essere più vivibile. Dall’altro, l’Amministrazione oltre a seguire costantemente la situazione di Fincantieri chiedendo e ottenendo incontri con il Ministro allo Sviluppo Economico Claudio Scajola, ha sollecitato Governo e Regione ad estendere ammortizzatori sociali e formazione anche ai lavoratori dell’indotto navale, che avevano meno garanzie rispetto ai dipendenti diretti di Fincantieri.
Il bonus scuola si aggiunge a queste misure, come contributo diretto del Comune. Dovendo scegliere tra le tante difficoltà dei lavoratori licenziati o che vedono il loro posto sempre più precario, l’Amministrazione ha optato per una scelta che vale come scommessa sul futuro: quello dei figli. Sostenendo i servizi scolastici, infatti, la giunta ha voluto aiutare i genitori a garantire pienamente ai loro ragazzi il diritto alla studio che è, soprattutto, diritto alla speranza.






