di Flora Bibbò - 25 Gennaio 2010

Riqualificazione, innovazione, mobilità sono le tre parole chiave del convegno, tenutosi il 15 dicembre a Napoli al Pico (Palazzo dell’innovazione e della conoscenza), organizzato dalla Regione Campania per fare il punto sui progetti finanziati dal Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) 2007-2013 per importanti trasformazioni in Campania.

“Ripensare agli spazi del territorio integrando, cooperando e collaborando con tutti gli stakeholders - afferma Gabriella Cundari, Assessore regionale all’Urbanistica - ma soprattutto realizzare una governance più partecipativa per dialogare e costruire un futuro vivibile: questa è la nuova idea di città”. Sono 600mld di euro stanziati dall’Europa in Campania per finanziare interventi di sostenibilità ambientale e migliorare la qualità delle città con particolare attenzione a: raccolta differenziata dei rifiuti, fotovoltaico, nuova edilizia ecosostenibile, innovazione tecnologica. “Sono 19 le città campane che beneficiano di parte del finanziamento - sostiene Carlo Neri, coordinatore dell’autorità di gestione del programma operativo Fesr 2007-2013 - scelte in base alla concentrazione abitativa e all’ambito territoriale con una maggiore potenzialità di sviluppo”.

La vera innovazione dei progetti è stata la capacità delle amministrazioni locali di monitorare, controllare e dimostrare con protocolli pubblici la gestione dei finanziamenti.

“La città è un organismo che si muove, da qui la necessità di investire per una rete di trasporto con nuovi nodi di interscambio - spiega Sergio Nigro dell’Assessorato ai Trasporti Regione Campania - e piuttosto che nuove stazioni che andrebbero ad impattare sull’ambiente è preferibile valorizzare e trasformare ciò che esiste”. Secondo Paolo Laeon, professore di Economia Pubblica all’Università “Roma Tre” e coordinatore della tavola rotonda, “bisogna superare il potere burocratico della politica, che attraverso queste programmazioni delinea linee guida, facendo sì che le conoscenze acquisite non rimangano tali ma diventino parte integrante dell’amministrazione e non sfumino con il successivo cambio di governo”. Ripensare la città significa creare una rete integrata con tutti i soggetti che vivono il territorio.

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