Recuperata Via S. Caterina: collegherà due zone della frazione di Franche
di Luigi Malafronte - 25 Gennaio 2010

Le antiche strade dismesse sono una risorsa da valorizzare. Nell’agenda delle future opere della nuova Comunità montana dei Monti Lattari, ci sono vari interventi di ripristino di vie o sentieri che rappresentano una valida alternativa alle attuali strade carrabili. Percorsi pedonali che in tutta sicurezza rendono possibili i collegamenti tra le varie località poste su vari livelli come avviene nelle piccole cittadine poste in altura. Un esempio è il progetto di ripristino della vecchia via Santa Caterina in località Franche. Opera finanziata dalla Comunità Montana che mira a risolvere un problema annoso. La via in questione collega infatti la parte alta della storica frazione delle Franche con quella bassa. In particolare Via Santa Caterina assume una funzione strategica evitando il passaggio lungo la provinciale dei residenti del luogo, dei bambini in età scolastica e dei fedeli costretti a costeggiare i parapetti della ex SS 366 per Agerola, priva di marciapiedi e protezioni, per giungere nella zona dov’è situata la chiesa e il plesso scolastico. L’intervento, messo in programma l’anno scorso dall’assessore Francesco Raia, è il primo di una serie di progetti di recupero di importanti arterie dismesse per svariati motivi ma la cui funzione è primaria nell’ambito della viabilità interna e di conseguenza nel miglioramento della qualità di vita delle popolazioni residenti nei territori pedemontani. Inoltre è ancora aperta la cicatrice dell’orrore vissuto dalla popolazione messinese e la risistemazione dei percorsi montani garantisce un miglior presidio delle zone ad alto rischio idrogeologico.
Antiche vie usate nei secoli da chi lavora in montagna, dai coloni, dai carbonai che svolgevano un importante ruolo tenendo pulito il sottobosco e anche dai pellegrini per giungere nei luoghi sacri.
Senza dimenticare le stupende scalinate in pietra calcarea usate fino a pochi decenni fa dai coloni per giungere ai terreni coltivati. Uno splendido esempio si trova in località Muriscolo e congiunge la parte bassa di Pimonte con la collina del Belvedere dove sono visibili i ruderi della antico castello di Pimonte poi utilizzato come convento. Piccoli spaccati di una civiltà rurale da riscoprire e da valorizzare e, in alcuni casi, soluzioni alternative ed economiche ma non per questo meno valide per migliorare la viabilità nei paesi la cui morfologia non permette la creazione di nuove arterie o ampi parcheggi.

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