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Il mediterraneo da sempre fucina di civiltà in cui convergono la centralità geografica, la mitezza del clima, la splendida bellezza delle sue coste è stata al centro della conferenza: “L’Unione per il Mediterraneo: un anno dopo”. Il tema dell’incontro internazionale promosso dalla Regione Campania si è tenuto a Napoli presso l’Università l’Orientale, nella storica dimora di Palazzo Corigliano.
L’ “Unione per il Mediterraneo” (Upm) nasce grazie all’idea del presidente francese Nicolas Sarkozy di focalizzare l’attenzione politica e mediatica sulle prospettive del bacino del Mediterraneo. L’obiettivo è mettere insieme le due rive del nostro mare al fine di costituire un polo economico e socio-culturale in grado di fare concorrenza al gigante asiatico: non più gli uni contro gli altri, ma gli uni con gli altri. Secondo il Vice Presidente Regione Campania, Antonio Valiante:«la cooperazione ha bisogno di simboli tangibili per essere riconosciuta dai cittadini, perché la partecipazione dei singoli cittadini e delle comunità ed enti locali è necessaria per crescere insieme».
I Paesi dell’area euro-mediterranea che partecipano all’Unione sono: Francia, Grecia, Spagna, Portogallo, Cipro, Malta, Turchia, Autorità palestinese, Egitto, Israele, Italia, Marocco, Tunisia. Ad un anno dalla nascita di tale progetto il percorso è stato caratterizzato da ostacoli come il blocco dei lavori per il conflitto arabo-israeliano e l’offerta di opportunità fra cui i progetti predisposti dalla Regione Campania nello spazio euro – mediterraneo.
Secondo il Sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi, presente alla conferenza « se l’Europa non avra’ la capacita’ di guardare al Sud non sara’ in grado di affrontare le sfide del futuro e di competere con le grandi realta’ di domani». L’Italia ha dato il suo sostegno ad azioni quali: le autostrade del mare, bonifiche, la protezione civile, le energie rinnovabili.
La cooperazione deve essere considerata un processo creativo comune e continuo, in cui tutti i partner giocano un ruolo attivo e congiunto. Il mediterraneo deve giocare il ruolo di nuovo hub commerciale e dai dati Istat 2007 l’Italia cresce nelle esportazioni con il “mare nostrum”: primo partner commerciale dei Paesi di area mediterranea è la Turchia. Per l’import di alcuni prodotti agricoli è invece la Campania uno dei principali destinatari delle importazioni.
L’Italia guarda sempre più al futuro dei rapporti commerciali intrecciati con i Paesi del Mediterraneo. «Uno sguardo al Sud del Mediterraneo – afferma Alberto Di Donato, Presidente Città della Scienza - significa aprire un dialogo con nuovi Paesi ancora da esplorare e intesi come bacini di opportunità per nuove imprese, sviluppo e cooperazione. Le sfide della globalizzazione sono raccolte in una dimensione internazionale per condividere le risorse della conoscenza e del sapere».
Il Mediterraneo si presenta come il fulcro di un processo che vuole essere, nello stesso tempo, di sviluppo economico-turistico, di stabilizzazione politica, di integrazione sociale e culturale.






