di Leopoldo Spedaliere - 18 Novembre 2009

In un territorio ripetutamente flagellato dalle armi della camorra c’è, per fortuna, un tessuto civile che regge l’urto e ne trae spunto reagire e ribadire che la cultura della legalità e il rifiuto della violenza costituiscono il viatico per rafforzare le regole di convivenza e di crescita civile.

Se poi questo impulso proviene dai giovani, ossia dalla parte più preziosa del tessuto sociale, allora è chiaro che i nostri sforzi per attuare una strategia di sviluppo della costa vesuviana possono poggiare su una solida compagine civile. In questo modo, l’energia positiva che si alza dalla marcia dei giovani di Ercolano al grido “Le idee non si fermano con la paura” si trasmette ad amministratori, imprenditori e a tutti coloro che, a vario titolo, sono chiamati ad assumere decisioni e compiere scelte destinate a modellare lo scenario di sviluppo nel medio e lungo termine.

C’è un comune denominatore che vale per la lotta alla criminalità, le strategie di sviluppo e il benessere sociale, ed è costituito dalla consapevolezza che questo territorio deve necessariamente considerarsi come un “unicum” socio-culturale: le problematiche sociali, ad esempio, di Ercolano o Castellammare di Stabia non possono non interessare e coinvolgere Portici o Gragnano, così come lo sviluppo di Torre Annunziata non può compiersi se non insieme ad un pari livello di sviluppo di Torre del Greco. Questa consapevolezza è frutto della maturità raggiunta sul territorio in materia di strumenti di concertazione e cooperazione tra amministrazioni, Tess, Provincia di Napoli, Regione Campania e parti sociali, ma scaturisce anche da una necessità derivata da contingenze macro-economiche esterne: la dimensione delle sfide globali, che impone una competizione tra sistemi territoriali sufficientemente integrati, e la consapevolezza che la programmazione 2007-2013 rappresenta l’ultima grande occasione di utilizzare le ingenti risorse comunitarie.

Dopo i risultati mai troppo soddisfacenti delle precedenti stagioni dell’utilizzo dei fondi europei nelle regioni meridionali, l’attuale criterio di scelta si basa proprio sulla capacità di pensare all’unicità del territorio: per gli Accordi di Reciprocità verranno “premiati” quei piani strategici strutturati intorno ad una idea forte di sistema territoriale piuttosto che a singoli progetti.

 In questi termini si pone la sfida che le Amministrazioni comunali e Tess Costa del Vesuvio sanno di poter accettare: pensare e intervenire un un’ottica di sviluppo integrato dell’intero territorio per realizzare condizioni di migliore vivibilità e crescita civile ed economica. Dinanzi a tale idea di sviluppo non c’è potere criminale che possa impedirne la realizzazione: così potremo gridare, insieme ai giovani della costa vesuviana, che le migliori idee non si fermano con la paura.

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