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“Radio onda pazza” è un progetto nato dall’esigenza dei giovani del Circolo anticamorra “musica e cultura Peppino Impastato”, di S. Giovanni a Teduccio, di avvicinare i ragazzi al confronto col mondo delle istituzioni su tematiche come la lotta alle mafie, alla povertà, l’esclusione sociale e rendere i giovani consapevoli di poter divenire cittadinanza attiva.
Per raggiungere tali obiettivi scegliemmo di “riappropriarci” di un mezzo di informazione e di comunicazione come la radio, anche se quella che utilizziamo è una web radio che va oltre le logiche di mercato su cui si basano i media attuali (Tv-Radio). La scelta di trasmettere via internet non è stata casuale, ma dovuta al fatto che internet è diventato per i giovani il principale mezzo da cui accingere notizie e confrontarsi. La realizzazione di tale progetto è dovuta anche al fatto che tv e radio non fanno altro che diffondere messaggi e modelli di vita devianti che compromettono e distaccano le nuove generazioni dai valori e dai problemi reali.
Troppe volte la tv e la radio trasmettono, ai giovani in particolare, il falso mito del guadagno e del successo facili andando a modificare nel tempo il loro modo di agire e di pensare, enfatizzando il valore del singolo e sminuendo i valori della collettività, della legalità, della giustizia e della socializzazione. Finito l’entusiasmo della nascita di questa web radio antimafia, tutti, tranne qualcuno, ci hanno abbandonati al nostro destino.
Il nostro impegno sul territorio ci ha sempre contraddistinto dagli altri per la sua autonomia e l’impegno gratuito, di chi crede ancora nei sani valori della legalità, che i nostri giovani soci hanno profuso col loro impegno nel corso di questi anni. La nostra associazione ha sempre creduto che l’antimafia non sia fatta solo di slogan e manifestazioni, ma soprattutto di un impegno costante sul territorio, a contatto con le fasce sociali più a rischio , con i ragazzi e i giovani di tutte le età.
Da anni nel nostro circolo decine di giovani si sono accostati a noi,chiedendoci aiuto, abbiamo parlato con loro, abbiamo consigliato percorsi alternativi a quelli che loro si proponevano, seguendoli nelle scuole, nelle quali abbiamo avviato attività, ovviamente gratuite con la web radio e tant’altro ancora. Siamo rimasti soli ma, cosa più grave, sono rimasti soli soprattutto i ragazzi che noi definiamo “i nostri piccoli amici” che in noi avevano trovato un sano riferimento nel quartiere. Forse la nostra voglia di indipendenza e la determinazione a non chinare il capo ha incentivato la graduale desertificazione di istituzioni e enti vari dalla nostra associazione.
Ripetiamo da anni, continueremo a farlo anche da semplici cittadini, che il problema principale del nostro quartiere e della nostra città è prima di tutto la politica dei partiti, la quale utilizza sul nostro territorio una logica clientelare e di sudditanza, che mira a sottomettere intere famiglie con illusioni di opportunità di lavoro e piaceri vari, dimenticando invece i problemi reali del territorio, il quale vive situazioni di degrado sociale e culturale che ogni giorno peggiorano sempre di più favorendo così la subcultura camorristica. È in situazioni come queste che la camorra e la criminalità in generale riesce a fare i propri interessi e a trovare largo consenso, soprattutto tra i giovani che non riescono più ad immaginare un futuro diverso da quello che viene proposto loro.
Da anni manteniamo, autotassandoci, aperto un circolo dove i ragazzi possono incontrarsi per parlare, divertirsi, fare musica e confrontarsi liberamente su tematiche di loro interesse ma le spese sono divenute insostenibili. Abbiamo sempre cercato sponsor o fondi per sostenere le nostre attività ma nessuno ci risponde, c’è chi ci consiglia di fare un progetto e presentarlo agli enti pubblici chiedendo cifre esorbitanti ma ci siamo sempre rifiutati, abbiamo sempre ribadito che per mantenere la struttura con le sue attività bastano €12.000 (dodicimilaeuro) annui e noi non vogliamo neppure un centesimo in più.
La cosa che fa rabbia e tristezza è vedere che, mentre noi cerchiamo di sopravvivere, gli enti pubblici hanno una mancanza, forse più di una, perché nel valutare varie proposte progettuali finanziano molte volte sempre le stesse associazioni, molti eventi che in termini di ritorno socio-educativi-culturali non hanno nulla. La nostra situazione attuale è di stand bye, dopo un incontro avuto in Regione, quasi un mese fa, stiamo aspettando che le promesse fatteci si concretizzino.
Responsabile Radio Onda Pazza






