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Prosegue senza sosta ad Ercolano, l’azione dell’amministrazione civica, volta a diffondere nella città degli scavi la cultura della legalità. La cultura di morte e sopraffazione perseguita dalle cosche malavitose di stampo camorristico impone, infatti, un impegno sempre crescente. E la giunta guidata da Gaetano Daniele, col sostegno dell’assessore alla legalità Ferdinando Pirone, ha voluto questa volta sfruttare le potenzialità della comunicazione visiva per sollecitare ulteriormente la mobilitazione delle coscienze. Su edifici pubblici, ponti, scuole e chiese sono state collocate delle gigantografie che riproducono immagini di grande impatto emotivo. Ad esse si accompagnano parole molto incisive che invitano il cittadino a rifiutare i comportamenti illegali.
Il progetto, che ha suscitato subito interesse negli amministratori, si chiama Progresso Non Pubblicità ed è curato da Rosaria Iazzetta, artista napoletana dalle idee molto chiare. L’uso di immagini “forti”, come quella del camorrista morto e posto in una bara insieme agli “ori” illecitamente guadagnati, hanno lo scopo, secondo l’artista, di suscitare amore, come base di partenza per condividere altro amore. Per la Iazzetta, infatti, “la conversione al bene non potrà mai essere militarmente forzata, perché non genera amore”.
Attualmente, però, i risultati auspicati dall’artista si scontrano, con una realtà fatta ancora di omicidi, pizzo e soprusi di ogni genere. Ma sono già molti i motivi per guardare al futuro della città con maggiore ottimismo. Ed è proprio il sindaco a sottolinearli con forza. “Stiamo innanzitutto assistendo – dice - ad una diminuzione significativa degli omicidi. Grazie alle forze dell’ordine, molti dei camorristi più pericolosi sono stati assicurati alla giustizia. Mentre sul versante del racket del pizzo e dell’usura, sono in netto aumento le segnalazioni di commercianti e cittadini taglieggiati. Gente che fino a qualche anno fa mai si sarebbe sognata di denunciare i propri aguzzini”.
Ma la legalità passa anche attraverso la lotta all’abusivismo edilizio ed anche su questo aspetto c’è di che essere soddisfatti. “Ercolano – precisa – è la città campana che in rapporto agli abusi perpetrati ha effettuato il maggior numero di abbattimenti”. Insomma pare proprio che a piccoli passi la città stia uscendo dal tunnel fatto di antica rassegnazione, grazie alla sinergia tra istituzioni, forze dell’ordine e società civile. In questa ottica, il progetto fotografico, sostenuto anche dalla provincia di Napoli e dall’associazione antiracket guidata dalla signora Ottaviano, vuole catturare l’attenzione del cittadino e tagliare la mala pianta dell’assuefazione alla convivenza con il malaffare.






