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Immagine di straordinaria suggestione, nota e rappresentativa per tutta la regione Campania è quella che ritrae la costa del Vesuvio racchiusa tra il gigantesco vulcano e il mare. Oltre alla bellezza questo tratto di costa vanta, nonostante soprusi e offese arrecate in un passato recente, un patrimonio naturalistico e paesaggistico di inestimabile ed irripetibile valore.
Il Parco Nazionale del Vesuvio, il Parco Regionale dei Monti Lattari, il Monte Somma, il Monte Faito, il Parco Regionale del Fiume Sarno, la Valle dei Mulini, l’Orto Botanico di Portici. Insenature costiere, porti, sentieri si susseguono; oasi naturalistiche all’interno delle quali si tutelano specie faunistiche, marine, minerali, vegetali, arbustive.
A far da cornice un clima caldo e mite e una fertile terra vulcanica che regala prodotti tipici di squisito sapore: pomodorino del piennolo, pomodoro San Marzano, albicocca vesuviana, ciliegie, castagna del Faito, carciofo di schito.Sovrasta l’intero territorio il Vesuvio con il Monte Somma, caldera su cui si è originato.
Il vulcano attualmente fruibile attraverso escursioni e percorsi guidati è in semifinale nel concorso mondiale bandito dalla fondazione “New seven wonders” con il patrocinio delle Nazioni Unite per aggiungersi nella lista delle 7 meraviglie naturali del mondo.
Ricoperto per buona parte da una foresta mediterranea, esso ospita una comunità faunistica molto interessante ed è attraversato da molteplici sentieri che si diramano tra i territori dei 13 comuni vesuviani che costituiscono il Parco e che ascendono al cratere del Gran Cono. Lungo le pendici l’Osservatorio Vesuviano, il primo punto di osservazione e studio vulcanologico del mondo fondato nella prima metà dell’800.
Se i sentieri del Parco Vesuvio immergono il fruitore nel verde della foresta tra i riflessi argentei delle colate laviche quelli del Parco dei Monti Lattari, con il Monte Faito, il Monte Molare e la valle dei Mulini, danno la possibilità di sperimentare la stretta relazione che esiste tra la montagna e il mare. Vedute di grande suggestione (ammirabili non solo a piedi ma anche attraverso l’ascesa al Monte Faito in funivia), angoli ancora selvaggi, terrazze naturali, boschi, grotte, sorgenti d’acqua si avvicendano e diventano motivo di escursioni nonché tappe culinarie presso agriturismi e piccole strutture ricettive ove degustare i prodotti del Parco: pasta, latticini, etc.
Nel Parco del Fiume Sarno oltre la natura è possibile ammirare i numerosi mulini ad acqua che un tempo alimentavano i numerosi pastifici.Il fiume sfocia in un mare oggi mortificato ma ancora pescoso e la cui importanza è testimoniata dai porti storici e di nuova generazione, commerciali e turistici che si susseguono tra Torre Annunziata, Castellammare di Stabia, Torre del Greco e Portici.
Il mare e la vegetazione sono elementi imprescindibili del territorio. All’interno della facoltà di Agraria di Portici, sede di musei scientifici, centri di ricerca e osservatori si trova l’Orto Botanico: una serie di antichi percorsi di visita e paesaggio accompagnano alla scoperta di piante rare e di squarci di vedute incantevoli.
Alla tutela della natura il territorio rivolge particolare attenzione. Poco distante dall’Orto si trovano numerosi enti scientifici e centri di alta formazione: ENEA, CRIAI, CAMPEC, IMAST (visitabili su prenotazioni) dedicati alla ricerca nei settori energia, informatica e telecomunicazioni, materie prime plastiche e dei compositi, alla formazione di nuovi talenti e alla promozione di nuova imprenditorialità tecnologica.






