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Il prossimo ciclo dei fondi comunitari si caratterizza per una grande innovazione rappresentata dall’impegno di far convergere quanto più è possibile i vari strumenti a disposizione verso le indicazioni del PTR (Piano Territoriale Regionale) costruendo specifiche politiche premiali. Questo percorso sarà in particolare favorito dagli “Accordi di Reciprocità” ovvero da strumenti per lo sviluppo economico e la coesione sociale dei territori della Campania. Essi saranno definiti attraverso una procedura di selezione valutativa e negoziale fra territori, individuati a livello dei Sistemi Territoriali di Sviluppo (STS).
In sostanza si tende a valorizzare ed a favorire l’aggregazione delle diverse competenze strategiche e gestionali consolidatesi nel territorio e maturate in precedenti esperienza di programmazione negoziata ( Patti Territoriali, PIT, PIR, ecc.). L’elemento fondamentale di tutta l’operazione è rappresentato dalla condivisione del progetto portante il quale è definito come singola operazione infrastrutturale, ovvero come insieme di operazioni tecnicamente connesse, a forte rilevanza strategica per lo sviluppo del territorio. In Campania si prevede la sottoscrizione di sette “Accordi” a ciascuno dei quali possono essere destinati circa 70milioni di Euro. Si tratta, dunque, di una grande e forse irripetibile opportunità per sistemi territoriali come l’area costiera vesuviana caratterizzata da una intensa fase di “transizione” tra un modello di sviluppo tradizionale ed un nuovo asseto economico e territoriale in grado di rispondere alle grandi sfide della modernità. Basta girare in lungo ed in largo l’area vesuviana per rendersi conto delle trasformazioni in atto sul piano della riqualificazione urbanistica e della riconversione del sistema economico. Ma tale apprezzabile dinamismo è il più delle volte il risultato dell’azione delle singole Amministrazioni comunali senza una visione d’assieme che le condizioni ambientali, economiche e sociali dell’intera area pure richiederebbero per le loro intense interrelazioni a scala sovra-comunale. In sostanza si potrà passare da una sommatoria di interventi ad una loro sintesi, nel senso che la condivisione di un unico progetto strategico permetterà la definizione di azioni di tipo complementare con vantaggi evidenti per i singoli attori istituzionali.
L’ulteriore valore aggiunto dell’idea strategica sarà misurato nella qualità e nella quantità di ricadute sul tessuto sociale ed economico del territorio. Infatti, data la probabile irripetibilità di un intervento di tale portata, è necessario assicurarsi che gli effetti sul territorio non si esauriscano nella fase delle realizzazioni progettuali ma che si crei un solido contesto favorevole alla crescita civile, culturale ed economica dell’area. A tal proposito è altresì indispensabile che in questo contesto si generino le opportunità e le condizioni per realizzare investimenti produttivi da parte del tessuto imprenditoriale locale o di investitori esterni attratti da siffatte condizioni con ricadute occupazionali di rilievo e benefici riversabili sull’intera collettività. In termini pratici, il sistema virtuoso che l’intervento strategico dell’Accordo di Reciprocità innesterebbe, dovrebbe generare un indotto di primo livello con la nascita di nuove attività imprenditoriali nella produzione di beni e servizi e, successivamente, un indotto di secondo livello con il fiorire di piccole attività di tipo commerciale e artigianale intorno alle nuove infrastrutture realizzate.
Nel complesso, la sensibilità e la capacità di dialogo da parte delle singole amministrazioni, la complementarietà e forza strategica degli interventi previsti e la capacità ricettiva del territorio rappresentano le grandi pre-condizioni per favorire uno sviluppo organico di tutta intera la conurbazione ad oriente di Napoli.






