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A molti questo nome non dirà niente se non alimentare un vago sospetto: quel cognome spesso associato a computer e stampanti. E proprio di questo si tratta. Parliamo, infatti, del figlio di Dave Packard che negli Anni Trenta del secolo scorso, fondò con Bill Hewlett l’odierno colosso dell’elettronica.
Packard figlio ha, però, seguito un percorso diverso da quello tracciato dal padre. Gli studi classici latini e greci sono ben presto diventati la sua passione. Nel 1987 fonda il Packard Humanities Institute, l’organismo filantropico che gli consente di incrociare i suoi interessi letterari con le attività dell’azienda paterna. Sono più di tremila, infatti, i cd-rom prodotti dalla Fondazione e riguardano soprattutto la creazione di data bases per la letteratura latina e i papiri della civiltà greca.
Il percorso di questo eminente studioso si incontra con Ercolano nel 2000, quando visitando gli scavi archeologici, mostra subito un grande interesse per la città antica, peraltro in condizioni di notevole degrado. Per rimetterla in sesto non sarebbero bastati semplici rattoppi, ma piuttosto un opera di consolidamento generale. Così, in continuità con un altro mecenate di epoca romana, il proconsole Marco Nonio Balbo, che molto si era prodigato per abbellire la città, David Woodley comincia ad investire o meglio donare milioni di dollari per il recupero della città. Per lui è doveroso, che le persone molto facoltose, restituiscano una parte della loro ricchezza alla comunità.
Molti sono gli interventi che grazie a lui sono stati possibili. Una delle opere più importanti riguarda il corretto deflusso delle acque piovane. Lasciate a se stesse, le acque si infiltrano nelle murature creando danni enormi soprattutto per gli eventuali affreschi presenti. Il problema viene risolto riattivando le antiche fognature romane, che ora consentono alle acque pluviali un regolare decorso verso il mare.
La cerimonia di conferimento della cittadinanza, a questo schivo e poco appariscente filantropo americano, si è svolta alla presenza dei consiglieri comunali e della direttrice del sito archeologico Maria Paola Guidobaldi, proprio in prossimità della basilica di Marco Nonio Balbo. Nelle parole del sindaco Gaetano Daniele è espressa l’ammirazione e la riconoscenza verso un uomo che ha ispirato “il proprio agire ai grandi valori dell´umanità e della cultura contribuendo in modo così generoso e lungimirante alla salvaguardia del patrimonio archeologico ercolanese”.
In linea col personaggio, poche parole e molti fatti, il professor Packard ha risposto rammaricandosi di “non avere neanche una goccia di sangue italiano nelle vene”, promettendo di ritornare presto ad Ercolano.






