|
||||||||||
L’ago del barometro dello sviluppo in Campania oscilla convulsamente intorno ai valori centrali del “tempo variabile” grazie agli sforzi intensi per frenarlo nella sua corsa verso la “tempesta” della crisi nella speranza che tali sforzi possano spingerlo nella direzione opposta del bel tempo. Fuori dalle metafore meteorologiche, siamo testimoni di un complesso processo di interventi che si stanno attivando per fronteggiare emergenze e dispiegare strategie solide per il futuro.
Questo numero, in particolare, raccoglie i tasselli del molteplice quadro di sviluppo che vede l’impegno costante in una “road map” a tappe forzate di tutti i soggetti istituzionali chiamati al capezzale di un’economia piegata sotto il peso della crisi globale. Parliamo degli accordi di reciprocità quale strumento della nuova programmazione regionale che scaturisce dall’esperienza dei progetti integrati della passata programmazione e che richiede un partenariato istituzionale del quale i Comuni coinvolti della costa vesuviana hanno esperienza consolidata. Questo è il futuro possibile che si sta costruendo in un’ottica di sviluppo integrato e coerente con le vocazioni del territorio.
L’impegno che le Amministrazioni Comunali stanno profondendo in questa direzione sarebbe comunque insufficiente se non supportato dagli sforzi altrettanto intensi per rafforzare l’argine a difesa dell’occupazione. E’ una partita difficile e complessa giocata su più tavoli da tutti i soggetti chiamati a prendere decisioni, a immettere risorse e a offrire il proprio contributo: le amministrazioni comunali dell’area torrese-stabiese, i sindacati, TESS Costa del Vesuvio, la Regione Campania e il Governo nazionale. Le risorse messe in campo possono almeno salvaguardare il reddito dei lavoratori sfilandoli dallo spettro del licenziamento, ma si sta tentando di percorrere più strade che portino al rilancio della produzione, a partire dalla cantieristica, per uscire dall’empasse produttivo. Inoltre, con l’approvazione della Legge Regionale sul Lavoro, il Consiglio Regionale ha dato prova di grande maturità e slancio in uno spirito bi-partisan che trova pochi riscontri in questa legislatura ma che ha trovato tutti pronti alla chiamata di responsabilità in un momento delicato per migliaia di lavoratori e delle loro famiglie; è una legge che soccorre nelle emergenze di oggi ma che guarda al lavoro di domani, più giusto, più equo, più sicuro e più accessibile a tutti, a cominciare dai più deboli: i giovani, le donne e gli espulsi dal sistema produttivo.
Ma nel parlare del futuro possibile dobbiamo necessariamente guardare alla risorsa ambientale, a cominciare dal punto più controverso che ha segnato pesantemente gli anni più recenti: la gestione del ciclo dei rifiuti. C’è un progetto che TESS sta seguendo per conto della Regione Campania e che riguarda lo studio del ciclo dei rifiuti industriali sul nostro territorio di riferimento, partendo dal presupposto che i rifiuti delle lavorazioni industriali, benché meno visibili e ingombranti, detengono più alti livelli di potenziale inquinamento.
Il fatto che l’Assessorato regionale alle Attività Produttive segua a monte il ciclo dei rifiuti testimonia la svolta della Regione dall’emergenza alla gestione ordinaria e, soprattutto, ordinata e consapevole, a cominciare da chi i rifiuti li produce. Ciò che da questo studio deriverà andrà ad arricchire il patrimonio di conoscenza a disposizione di chi dovrà ottimizzare l’impiego di risorse e attuare piani efficienti di raccolta e smaltimento che non gravino eccessivamente sui cittadini e le imprese ma garantiscano una maggiore tutela della salute e dell’ambiente. Salvaguardare ciò che di più delicato e irripetibile abbiamo, dopo le devastazioni del passato, è un impegno etico per tutti.







