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La recente emergenza rifiuti a Napoli, enfatizzata in maniera abnorme da una parte della stampa e della televisione, ha indubbiamente prodotto gravi danni all’immagine della città ed alla sua economia misurati dal calo dei flussi turistici nell’ordine di circa il 30%; ma come tutte le crisi ha posto con forza all’attenzione dell’opinione pubblica il problema della modernizzazione del settore sia sul piano tecnologico che culturale.
Le immagini dei cumuli di immondizia, gli incendi estremamente dannosi dal punto di vista ambientale e l’incuria generale della popolazione che a lungo si è sentita estranea alla problematica hanno sollecitato una intensa riflessione sia dal punto di vista amministrativo che imprenditoriale. Sta di fatto che nel corso di poco meno di due anni già si registra una sostanziale inversione di tendenza grazie innanzitutto alla sensibilità di molte amministrazioni locali che, pur tra equivoci e contraddizioni, hanno posto al centro della loro azione strategica il ripensamento della raccolta e la destinazione finale dei rifiuti. I dati più recenti a disposizione appaiono almeno confortanti e lasciano intravvedere grandi possibilità di miglioramento anche in tempi piuttosto ravvicinati.
Il primo dato che va segnalato con riferimento all’area Tess – Costa del Vesuvio è rappresentato dalla veloce crescita della raccolta differenziata che ormai si approssima al 40% dei quantitativi generali con uno scarto positivo rispetto alla media nazionale di ben 11 punti per un valore pari a quello di altre grandi aree urbanizzate del Centro-nord.
Un altro dato incoraggiante e parallelo alla crescita della quota di differenziata è rappresentato dalla riduzione della quantità assoluta di rifiuti ( nell’ordine di un valore medio dell’area di circa 1% nel corso dell’ultimo anno). A scala comunale la conurbazione Tess-Costa del Vesuvio presenta ancora delle differenze anche consistenti che vedono contrapposti alcuni comuni che viaggiano ormai oltre l’ambiziosa soglia del 60% ad altri che stazionano intorno a percentuali al di sotto del 20%. Ma se si considera che nel 2008 solo 27 comuni in Italia ( tra i quali unico in Campania è Salerno )vanno oltre la quota del 45% la situazione dell’area ad est di Napoli non appare per nulla drammatica come era descritta non più di due anni addietro.
D’altra parte , se si spulcia l’elenco nazionale dei comuni inscritti al “Club dei comuni virtuosi “ creato nell’ottobre del 2007 con riferimento a pratiche di eccellenza , ne ritroviamo 21 localizzati in Campania e tra questi in provincia di Napoli oltre a quelli più piccoli (Anacapri, Capri, Massa Lubrense, Meta, Piano di Sorrento, Sorrento e Vico Equense) si inscrivono Pompei e Portici; quest’ultimo comune appare anche l’unico della provincia tra quelli con oltre 50.000 abitanti, ovvero realtà territoriali in cui oggettivamente l’organizzazione e lo smaltimento della differenziata risulta più articolata e complessa. L’avvio di questo processo virtuoso va salutato con soddisfazione , ma molto resta ancora da fare anche nei comuni dell’area vesuviana.
Non a caso la Tess- Costa del Vesuvio ha varato recentemente un ambizioso progetto di assistenza e supporto alle Amministrazioni locali per sviluppare la diffusione di una cultura del rifiuto, intesa come insieme di conoscenze e prassi virtuose in materia di smaltimento e riciclaggio. Si tratta di un impegno ( direi addirittura di una scommessa) complesso ma necessario in quanto la missione strategica di una moderna agenzia per lo sviluppo locale resta quella di valorizzare le risorse ambientali per accrescere la competitività dell’intero sistema economico, in un quadro di conservazione dei valori storico-culturali ed ambientali di cui la nostra area è particolarmente dotata. Il titolo del progetto prossimo ad avviarsi è già di per sé eloquente. “Come trasformare un problema in opportunità” significa dare una svolta definitiva ad un settore che da atavica e ricorrente emergenza deve e può trasformarsi in una grande opportunità di sviluppo sostenibile e di promozione imprenditoriale.
Gli obiettivi del progetto che si concretizzerà in un serie di incontri tra esperti e responsabili del settore riguardano innanzitutto la diffusione di un’adeguata informazione ( normativa , tecnologica e gestionale) ed il coinvolgimento diretto e partecipato delle amministrazioni comunali in tutte le fasi del processo, dalla raccolta allo smaltimento, al riciclaggio per scopi industriali. Una particolare attenzione sarà dedicata al settore delle attività produttive le quali spesso si pongono contemporaneamente come utenti e produttori e quindi richiedono la messa a punto di strumenti, procedure e politiche di incentivazione su piani diversi. Più in generale se l’inversione di tendenza indotta dall’emergenza rifiuti nell’area Tess appare ormai evidente l’iniziativa della Tess risulta idonea ad un suo definitivo consolidamento in quanto tende ad omogeneizzare i comportamenti degli attori in campo con grandi vantaggi per la collettività nel suo complesso.






