|
||||||||||
E’ prassi ormai che ogni volta che si presentano situazioni di criticità nell’ambito della gestione dei rifiuti sul territorio nazionale, il pensiero corra all’”emergenza Campania”. Si è tanto parlato sull’argomento, vi è stata una tale sovraesposizione mediatica, che sono stati portati a conoscenza della collettività i tanti aspetti del ciclo rifiuti, delle problematiche attinenti gli impianti di conferimento così come delle diverse problematiche connesse allo fase di smaltimento, e così via.
Allo stato attuale la situazione dei rifiuti in Campania appare sotto controllo ma non lo sarà del tutto, sin quando non saranno risolte problematiche strutturali. Alle criticità strutturali si accompagnano, nella nostra regione, situazioni estremamente diversificate: si passa infatti da Comuni che hanno messo in atto percorsi e strategie virtuose, che hanno prodotto risultati buoni in alcuni casi, ottimi in altri ma, per tanti altri, questi risultano insufficienti anche rispetto agli standard previsti dalla normativa. Il primo passo che si è inteso intraprendere col Progetto Farward, è dunque operare direttamente sul campo, presso le Amministrazioni Comunali ma principalmente presso un campione di Aziende che, nel corso del proprio ciclo produttivo, producono rifiuti.
Si potrà così avere contezza delle numerose e diversificate modalità di gestione, attraverso non solo la congiunta compilazione di questionari dedicati, ma anche attraverso una vera e propria intervista su alcuni singoli argomenti che, come è noto, non sempre si estrinsecano del tutto con la sola formulazione di un questionario. L’area di riferimento della Costa del Vesuvio può considerarsi un “campione” di grande interesse. In primo luogo per dimensioni: 16 Comuni per una estensione totale di 174 Kmq di superficie, per una popolazione di oltre 500.000 abitanti stanziali che rappresentano il 10% circa della popolazione regionale. L’area stessa presenta inoltre una spiccata diversità geo-morfologica che va dai Comuni costieri a quelli più interni, passando per una vasta zona collinare/ montuosa: Boschese , Monti Lattari ed il Vesuvio con tutte le sue specificità di riserva naturalistica e ambientale.
Differenze si riscontrano anche in area sociale ed economico-produttiva, ed a fronte di Comuni storicamente a vocazione industriale se ne ritrovano infatti altri tradizionalmente a carattere agricolo che oggi vanno convertendosi a produzioni tipiche. Vi è poi complessivamente una tendenza a sviluppare in chiave turistica le numerose eccellenze naturalistiche e culturali. L’analisi sarà quindi orientata verso settori produttivi diversi e tutti ben rappresentati sul territorio. Nel valutare l’ipotesi di proporre interventri migliorativi al riguardo, si è dovuto necessariamente prendere atto della opportunità di sviluppare una riflessione per misurare l’efficacia delle politiche adottate ma, sopratutto, per effettuare una campagna informativa e formativa che consenta di migliorare l’efficacia stessa delle azioni virtuose che pure si riscontrano. Si sta quindi procedendo ad incontrare le Amministrazioni locali per un confronto su problemi e prospettive delle attuali modalità di gestione rifiuti poste in essere.
Oltre al confronto, come sopra riportato, si sta sviluppando una fase di “ascolto” perché è in questi specifici passaggi che si possono raccogliere e sviluppare idee utili, proposte e richieste da parte degli addetti ai lavori da sottoporre all’Ente che programma e pianifica gli interventi in materia. Di pari passo si sta procedendo ad esplorare il sistema delle imprese che operano nelle diverse attività produttive individuate e si sta procedendo ad incontrare ed interrogare un campione rappresentativo delle aziende appartenenti ai settori di cui sopra. Anche in questo caso si sta sviluppando un confronto aperto che riteniamo possa fare emergere i punti critici del sistema, così come i percorsi virtuosi presenti.
Dovrà necessariamente seguire una fase di formazione ed informazione ad ampio raggio che comprenda, oltre che il richiamo di alcuni aggiornamenti sulle normative in atto e su alcune procedure sensibili, anche le caratteristiche tecniche e autorizzative degli impianti di conferimento rifiuti differenziati e speciali, siano essi pericolosi e non. In questa fase sarà fondamentale anche il confronto con le “buone prassi” adottate da alcune Amministrazioni, così da poterle utilizzare al meglio come supporto collaudato e catalizzante.
Dai diversi confronti si ritiene che potranno scaturire proposte migliorative, sotto il profilo logistico, dei servizi comuni e sulle modalità di conferimento presso impianti terzi di alcune tipologie di rifiuti, tali da produrre ricadute economiche positive per quelle aziende ed Enti che vi faranno ricorso. Fondamentale sarà pertanto la corretta informazione e comunicazione che potrebbe, per un prossimo futuro, vedere ancora impegnata la stessa Tess, quale tassello di raccordo e riferimento.






