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Intervista all’Assessore Regionale alle Attività Produttive Riccardo Marone
La Regione Campania ha vissuto di recente una situazione fortemente critica per quanto concerne la gestione dei rifiuti, che va lentamente normalizzandosi. Vanno tuttora messe in atto una serie di iniziative ed interventi finalizzati al superamento delle criticità. Cosa ci può dire in proposito?
Il fatto che nella complessa problematica dei rifiuti l’Assessorato alle Attività Produttive intervenga presso le aziende per conoscere e informare sul corretto smaltimento dei rifiuti industriali è un segnale evidente di una svolta nell’azione della Regione. Nei mesi dell’emergenza la questione rifiuti era gestita soltanto dal punto di vista della protezione civile, dell’ambiente, purtroppo anche dell’ordine pubblico. Passata l’onda della crisi, al di là di tutto quello che si può dire dell’intera vicenda, la Regione Campania ha intrapreso la strada della coerenza nello smaltimento dei rifiuti, spostando l’attenzione lungo tutto il ciclo dei rifiuti, a cominciare dai produttori di rifiuti, punto di partenza dell’intero ciclo.
In un’ottica di risoluzione dei problemi, parte importante della questione dei rifiuti fa capo al sistema delle imprese ed alle modalità da queste adottate nella gestione dei rifiuti derivanti dalle attività svolte; come ritiene si possa supportare e facilitare l’operatività delle imprese al riguardo?
I rifiuti delle imprese rappresentano un elemento importante nel sistema dei rifiuti: quando si parla di rifiuti si pensa istintivamente a quelli domestici, ai cumuli per le strade ai tempi della crisi o alla raccolta differenziata con i cassonetti a colori. Quelli industriali rappresentano una quantità di gran lunga inferiore ma decisamente molto più problematica dal punto di vista della varietà e pericolosità. Per questo, passata la fase dell’emergenza, è importante mettere finalmente in pratica il ciclo integrato dei rifiuti per rendere lo smaltimento dei residui delle lavorazioni industriali rappresenti una opportunità in più per la Campania e il suo territorio e non più una losca storia di inquinamento del suolo e di camorra. In questa ottica il progetto Forward, come già detto prima, parte proprio a monte del processo, per conoscere in profondità le necessità delle imprese e farne derivare interventi virtuosi.
A proposito di ciò, nel corso della ricerca è emersa la necessità di forte sinergia tra Regione Campania, enti locali e imprese, ad esempio, nella possibilità che si offra alle imprese ogni supporto informativo per poter effettuare lo smaltimento dei propri rifiuti in maniera comoda e corretta e in accordo con la normativa di settore. Qual è la sua posizione in proposito?
Sicuramente in questa fase è fondamentale il concorso di tutti i soggetti deputati a intervenire, dal Governo nazionale alle imprese. Mi rendo conto che per le imprese lo smaltimento dei rifiuti è oneroso e spesso anche scomodo per non parlare dei rischi di affidarsi a imprese di smaltimento non autorizzate. In Campania operano 750 aziende iscritte all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali ma le aziende il più delle volte scelgono in base alla vicinanza, al prezzo e non rispetto alle proprie reali esigenze. Da parte della Regione si può certamente intervenire per rendere più agevole l’”incontro” tra domanda e offerta di smaltimento e facilitare le prassi burocratiche; contemporaneamente si deve procedere a esercitare controlli efficaci affinchè le imprese abilitate eseguano lo smaltimento secondo la normativa vigente a tutela dell’ambiente.
Il progetto FORWARD è focalizzato su un territorio campione, la costa vesuviana, che presenta peculiarità abitative e produttive. Come intende utilizzare i risultati della ricerca per rispondere alle esigenze del territorio regionale, per il raggiungimento di uno standard adeguato e sufficiente nella gestione dei rifiuti da attività produttive?
Gli standard sono la risultante delle peculiarità territoriali e di un intelligente quadro organizzativo della gestione dei rifiuti industriali. Da questo progetto ci aspettiamo risultati e dati che vadano al di là delle caratteristiche dell’area vesuviana ma che forniscano indicazioni utili e replicabili sull’intero territorio regionale. In tal modo saremo in grado di intervenire per rafforzare i processi “virtuosi”, espanderli sul territorio e creare un sistema capillare di informazione e, dove necessario, formazione, per accompagnare le imprese verso un disciplinato meccanismo di smaltimento in piena regola con la normativa e con la sensibilità della popolazione campana che la crisi ha sicuramente accentuato e raffinato.







