di Nunzioclaudio Belcampo - 13 Ottobre 2009

Uno, due… tre e il sindaco di Pompei, Claudio D’Alessio, soffia forte sulle candeline della sua città. Sono sei, come gli anni trascorsi da quando, nel 2003, la città vanta il titolo di Città attribuitole dal Presidente della Repubblica Azeglio Ciampi. Un titolo che la prima amministrazione D’Alessio, insediatasi nel 2004, ha voluto sottolineare istituzionalizzando la manifestazione “Pompei è Città”, facendola ricadere la seconda domenica di ottobre, una settimana dopo la celebrazione della Supplica alla Madonna, proprio con l’intento di avvicinare l’anima religiosa a quella laica. Due lati di una stessa medaglia. Con una conferenza stampa si annunciano ed aprono i festeggiamenti; sono gli interventi del sindaco D’Alessio, del vicesindaco Ferdinando Uliano e dell’assessore alla Cultura Pasquale Sabatino ad introdurre i temi che hanno caratterizzato la due giorni pompeiana: “Legalità e solidarietà”. L’edizione di quest’anno ha registrato un preambolo nella giornata di venerdì 9 ottobre quando l’artista veneto Stefano Armellin ha donato alla città la sua opera “Madonna del Vesuvio”. Il bassorilievo è su pietra lavica sostenuto da quattro ‘braccia’ di diverso colore a rappresentare bambini di differenti nazionalità in un abbraccio amoroso nei confronti della Madonna. La scultura è stata collocata, e si può facilmente ammirare, in Piazza Schettino.

Due i simposi che si sono svolti nella splendida cornice del teatro ‘Di Costanzo – Mattiello’ in sintonia con il tema della VI edizione di “Pompei è Città”: “Cultura della legalità e l’arma della scrittura e dello spettacolo” e “Sviluppo sostenibile, la solidarietà e il volontariato”. I titoli di cittadino onorario sono stati attribuiti all’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, da sempre profondo devoto della Madonna del Rosario, al prete Don Luigi Merola, sacerdote anticamorra, ed al generale Roberto Jucci. Altro momento di forte intensità simbolica si è vissuto durante la cerimonia della consegna dei locali confiscati alla camorra. Proprio nella roccaforte del clan Cesarano, in uno stabile in via Vecchia per Castellammare, sono tre gli appartamenti strappati alla criminalità organizzata ed affidati ad altrettante associazioni nate con lo spirito di contrastare i falsi miti e le profonde ipocrisie che affondano le loro radici nella illegalità.

L’associazione “A voce d’è creature” di padre Merola opera già dal novembre scorso in uno degli appartamenti confiscati, ad essa si sono unite altre due associazioni che porteranno il loro messaggio di solidarietà e legalità: l’associazione “Nuovi Orizzonti Pompei” coordinata dalla dottoressa Rosalba Scarico e nata dalla volontà e dalla tenacia della sana gioventù proprio di quella zona periferica di Pompei, e l’associazione “Riferimenti” della dottoressa Adriana Musella. La cerimonia ha registrato la presenza dei questori di Napoli, Santi Giuffrè, e di Salerno, Vincenzo Roca.

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