di Domenico Maria - 13 Ottobre 2009

Incrociando le stime internazionali e i passi compiuti in queste settimane in ambito locale sembra che dal tunnel della crisi si cominci a scorgere un filo di luce in lontananza. Se peculiarità del nostro sistema creditizio e imprenditoriale hanno da un lato ritardato gli effetti della recessione mondiale nel nostro Paese, dall’altro rendono più lente e complicate le vie di uscita: sia per le difficoltà di accesso al credito per le piccole e medie imprese, sia per il persistere di parametri economici sfavorevoli già presenti prima della crisi (riduzione del potere di acquisto dei salari, contrazioni dei consumi, concorrenza dei mercati emergenti). Per questo motivo al Sud più che al Nord, l’intervento del governo nelle principali vertenze salva-occupazione è quanto mai indispensabile.

 In Campania ciò sta accadendo per la questione della Fincantieri di Castellammare di Stabia per i quali il tavolo di lavoro convocato lo scorso 14 ottobre presso il Ministero dello Sviluppo Economico ha offerto una svolta con la commessa pubblica di navi militari al gruppo che dividerà la produzione tra gli stabilimenti sparsi in Italia, inclusi, ovviamente, quelli stabiesi. Gli altri due punti dell’accordo tra Ministero, dirigenza di Fincantieri e rappresentanze sindacali riguardano le agevolazioni di accesso al credito per gli armatori finalizzate a facilitare nuove commesse, e la cosiddetta “rottamazione” delle vecchie navi mercantili e passeggeri, con una serie di agevolazioni dell’Unione Europea – è stato presentato il progetto di legge dell’europarlamentare Cozzolino e già approvato dalla Commissione Bilancio del Parlamento Europeo – alle società che intendano rinnovare le proprie flotte sostituendo le vecchie e inquinanti unità con navi moderne e a più basso impatto ambientale.  Altra protagonista delle azioni anticrisi è la Regione Campania che si è parallelamente attivata presso il Ministero per l’avvio di un tavolo Governo-Regione per la realizzazione del bacino di carenaggio a Castellammare di Stabia.

Intanto, di concerto con il Ministero, ha attivato le procedure per la cassa integrazione in deroga per 1200 lavoratori delle 76 aziende dell’indotto Fincantieri. L’impegno del Consiglio Regionale ha portato il 20 ottobre all’approvazione all’unanimità del Testo Unico sul Lavoro che rappresenta un grande passo avanti compiuto dalla Regione Campania in materia di tutela dell’occupazione, della qualità e della sicurezza del lavoro prevedendo un meccanismo di agevolazioni soprattutto per coloro che vengono espulsi dal processo produttivo in situazioni di recessione economica nelle aree di crisi (come quella torrese-stabiese).

Altro spiraglio è costituito dall’avvio di un tavolo di trattativa presso il Ministero delle Attività Produttive per garantire un futuro di certezze per lo strumento del contratto d’area attraverso l’impegno congiunto del Ministero, della Regione, di TESS e delle parti sociali: si tratta di un processo non sicuramente semplice ma che nasce e proseguirà nello spirito e secondo gli accordi stipulati al tavolo anticrisi dell’estate. La situazione resta ancora grave, perché i numeri della crisi sono ancora impietosi nel rappresentare l’emergenza in atto: oltre 2500 lavoratori a rischio, decine di imprese che hanno fermato le macchine, commesse che ancora non ripartono e migliaia di famiglie. I soggetti deputati a compiere le scelte a sostegno dell’occupazione e del reddito stanno proficuamente attivando tutti gli strumenti disponibili e la rete di concertazione sta dando buoni risultati nell’attesa che i regimi produttivi ricomincino a crescere.

L’accompagnamento nella fase più difficile della recessione economica forse è tra tutti il segnale più importante che oggi si è in grado di trasmettere alle migliaia di lavoratori e di famiglie che fanno i conti ogni giorno con la crisi.

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