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Ci piace raccontare dei quattordici milioni di euro che sono stati messi a disposizione dalla Regione Campania per fronteggiare la crisi dell’area torrese-stabiese e altri 300 mila euro destinati allo studio di fattibilità di un bacino di carenaggio a Castellammare di Stabia. Sono fatti concreti, impegni messi nero su bianco, procedimenti già attivati che potranno produrre a breve risvolti positivi per l’economia e l’occupazione. Ci piacerebbe anche pensare che siano sufficienti a risolvere le drammatiche questioni di migliaia di lavoratori e altrettante famiglie che la crisi non la leggono sui giornali ma la respirano a casa propria. Purtroppo siamo consapevoli che ciò non basta perchè la recessione ha inciso profondamente su un corpo già strutturalmente fragile e pertanto la “cura” deve essere necessariamente dura, dolorosa e ingente.
Proprio la consapevolezza delle difficoltà da sormontare ci consente di guardare con fiducia all’insieme degli interventi che pazientemente si stanno concordando per uscire dalle secche e che, al di là delle risorse già impegnate, spaziano verso scelte strategiche in settori chiave dell’economia cittadina, a cominciare da nautica e cantieristica, con le priorità agli interventi sui porti di Torre Annunziata e Torre del Greco, e dall’artigianato e la piccola impresa, con la necessità di dare impulso alla realizzazione della zona franca di Torre Annunziata. C’è un altro aspetto da sottolineare con orgoglio: dinanzi al riflusso critico sull’efficacia del modello concertativo degli anni Novanta, l’impegno corale di tutti i soggetti interessati alla risoluzione delle problematiche è risultata la carta vincente; i sindaci, la Presidenza, la Giunta e gli altri organismi regionali, l’agenzia Tess, i rappresentanti delle parti sociali, hanno intrapreso un metodo di lavoro preciso, coerente, continuo e proficuo, in grado garantire la consequenzialità tra impegni presi e interventi attivati anche con il coinvolgimento del governo centrale.
E’ nello spirito di questa testata sin dalla sua nascita, osservare i processi in atto che vanno a incidere sulle dinamiche di sviluppo: il dibattito sul Mezzogiorno o il partenariato avviato tra le Regioni Campania e Puglia, sono aspetti di un Sud in movimento che seguiamo da tempo con interesse e partecipazione e a cui dedichiamo anche in questo numero le pagine del sistema territoriale. Globale e locale si intrecciano costantemente nella nostra analisi perché sono imprescindibili l’uno dall’altro: non c’è sviluppo del Mezzogiorno senza consolidare le basi di legalità e rispetto delle regole della compagine sociale, né tantomeno si possono irrobustire i processi di crescita civile ed economica a prescindere dal mettere a sistema l’immenso patrimonio di tradizioni, storia e cultura che rende questo territorio unico.







