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Il mare, il sole e la campagna fertile dell’area vesuviana hanno sempre attratto antichi, nobili e artisti, tanto da diventare negli ultimi decenni destinazione di eventi per ogni esigenza. E’ soprattutto nell’area vesuviana che si concentrano le “ville-masserie”, che un tempo erano legate alla coltivazione del fondo agricolo. Il proprietario di solito era un signorotto di campagna che riprendeva l’antico mestiere del conduttore di fondi e organizzava cene preparate con i prodotti tipici della sua terra. Il panorama del Vesuvio con il mare ha sempre affascinato anche i nobili borbonici che diedero vita a palazzi chiamati “ville di delizia”, strutture destinate a una vita mondana, fra feste di corte e banchetti luculliani.
La ristorazione ha subìto delle modifiche adattandosi alla società che cambiava. Dopo il periodo borbonico, con l’avvio del turismo su scala più ampia, lungo i tradizionali itinerari vesuviani sorsero diverse locande e ristoranti ante litteram che offrivano pasti caldi e prodotti tipici locali ai turisti e agli avventori di passaggio. Negli anni dal dopoguerra in poi, con il boom dell’ industrializzazione e della tecnologia, si produce e si guadagna di più con il conseguente aumento dei consumi extra domestici. Privati e aziende in numero sempre crescente scelgono le strutture ristorative dell’area vesuviana per i loro eventi. Pur essendo queste realtà in aumento mancano tuttora dati statistici su fatturato e numero di cerimonie annue.
Si tratta di un settore disomogeneo e frastagliato in tante piccole realtà senza associazioni di categoria o consorzi. Manca un marchio doc per il settore ristorativo dell’area vesuviana. Il ristorante è di innovazione quando porta in tavola piatti e gusti nuovi e fidelizza il cliente, puntando alla qualità del suo brand. Nell’area del Boschese e dei Monti Lattari, in collina, sorgono numerosi ristoranti per cerimonie ed eventi privati che si distinguono per la qualità e la quantità dei cibi, il tutto immerso in scenari hollywoodiani. Rappresentano luoghi privilegiati per ricorrenze, quali matrimoni, convegni e meeting le ville del ‘700 presenti lungo la costa del Vesuvio, da S. Giorgio a Cremano a Castellammare di Stabia. Alcune immerse in parchi naturali e monumentali, altre con decorazioni pittoriche realizzate da grandi artisti.
Sono tutte antiche dimore signorili, lasciate a lungo in uno stato di abbandono, rivalutate da amministrazioni locali o da aziende private e diventate oggetto di attenzione di nuovi settori ristorativi: il catering e il banqueting. Il catering viene descritto come “rifornimento di prodotti alimentari a comunità, compagnie aeree e treni effettuato da ditte specializzate”. Al contrario il S.I.C.E.B. (Sindacato Italiano Catering e Banqueting) definisce il banqueting come “l’organizzazione di ricevimenti, di qualsiasi livello e dimensione, presso palazzi storici, ville, fiere, aziende e appartamenti privati”. In questo settore nasce l’esigenza di creare nuove figure: il banqueting designer, che consiglia il cliente in ogni scelta di arredo, dalla tovaglia alla mise en place di piatti e bicchieri e il food & beverage manager che si occupa della definizione e della verifica giornaliera dei menù.
La speranza per questo settore in espansione è la nascita di scuole di formazione in grado di dare vita a professionalità disponibili al rapporto con gli altri e a lavorare in gruppo con creatività e fantasia.







