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Un passo importante per il rilancio delle attività produttive nell’area torrese-stabiese è rappresentato da un nuovo contratto d’area. Il contratto d’area torrese-stabiese rappresenta un esempio di contrattazione territoriale, che pur con molte criticità, ha in qualche modo funzionato. Bisogna dare atto che, a differenza dell’area est di Napoli, qui qualcosa è stato realizzato: penso innanzitutto al polo nautico di Torre Annunziata e al porto turistico di Castellammare. Come già detto, non mancano le criticità dovute troppo spesso all’incapacità di alcuni imprenditori, a volte senza scrupoli. Ma qualcosa, comunque si è mosso nell’ottica di uno sviluppo territoriale che potesse creare e garantire occupazione. Ora l’area torrese-stabiese è investita da processi di crisi, ma resta un luogo che offre grosse opportunità.
Sono oltre 140 i lavoratori in mobilità, di cui 100 solo dell’Avis. Lascia ben sperare il fatto che insieme a questa crisi si sia aperto un processo di intervento per rilanciare una nuova stagione di programmazione. E’ importante, ad esempio, l’istituzione della “zona franca” di Torre Annunziata la quale, attraverso la leva della defiscalizzazione, potrebbe indurre piccole e medie imprese a investire e insediarsi sul territorio. Esiste già un documento programmatico firmato dalla Regione grazie al quale i Comuni di Torre e Castellammare, Autorità portuale di Napoli e Fincantieri potrebbero acquisire lo status di “Distretto industriale” in modo da inserire le aree di Torre e Castellammare tra i poli produttivi meridionali secondo il decreto del Ministero dello Sviluppo economico.
Va da sé che il distretto si occuperebbe del rilancio produttivo dei cantieri navali di Castellammare attraverso la realizzazione di un bacino di carenaggio il cui studio di fattibilità è stato approvato, nei giorni scorsi, dalla Giunta Regionale della Campania. Inoltre vi sono una serie di progetti interessanti in cantiere: la realizzazione di un centro di ricerca nel campo delle tecnologie innovative e quella di un centro per la formazione; la creazione di un museo navale, una compiuta definizione degli interventi necessari allo sviluppo del “polo nautico torrese “. Però, è ovvio, che per evitare che tali progetti restino sulla carta, è necessario un impegno straordinario di tutti. E’ necessario, dunque, pensare a uno sviluppo non costruito esclusivamente sul turismo e sui servizi, che pur devono essere incentivati e rilanciati, ma che guardi anche all’industria perché non c’è sviluppo duraturo e strutturato se non si pensa a una politica seria che rilanci l’industria e il lavoro operaio. Si tratta di spostare nel Mezzogiorno non le eccedenze industriali del Nord, ma interi comparti di eccellenza che privilegino il territorio meridionale. Tra l’altro c’è un quadro legislativo europeo che offre buone occasioni. Questa è la sfida che si apre dinanzi ai livelli istituzionali del Mezzogiorno e della Regione. Creare lavoro è la priorità assoluta. Quando un territorio e una comunità convivono con migliaia di giovani in cerca di lavoro, senza dare ad essi una risposta o una speranza, il territorio e la comunità sono destinati a implodere.
* Presidente del Gruppo Regionale “La Sinistra”







