di Leopoldo Spedaliere - 29 Luglio 2009

Nel numero dello scorso marzo raccoglievamo la sfida della crisi mondiale raccontando gli strumenti che su più tavoli, da quelli comunali a quello regionale, si stavano concordando e presentando per fronteggiare l’emergenza occupazionale. A quattro mesi di distanza dobbiamo ancora riconoscere che, come già previsto dagli analisti, la crisi ancora mantiene la sua terribile morsa su migliaia di famiglie campane e, con tutta probabilità, lo farà per tutto il corso dell’anno.

 Per una società di sviluppo la difesa dei livelli occupazionali è elemento imprescindibile della sua missione in tempi di crisi al pari della promozione di nuova occupazione in tempi di espansione economica. Per questo Tess Costa del Vesuvio segue da vicino le vicende dei lavoratori delle imprese del territorio raccogliendo, da questo numero, alcuni contributi relativi alla situazione “sul campo”, dando voce a chi vede lo spettro della chiusura o del ridimensionamento della propria azienda.

Ma allo stesso tempo è impegnata a trovare soluzioni alla crisi condivise e percorribili, di concerto con le amministrazioni comunali e il governo regionale, invitando la Regione a compiere ogni atto concreto per accelerare l’erogazione dei finanziamenti previsti da PIU’ Europa e Parco Progetti Regionale, nonché ad intervenire presso il governo nazionale per rimodulare le risorse del contratto d’area torrese-stabiese.

Allo stesso modo, come per ogni numero di questa rivista di approfondimento, il nostro obiettivo è puntato su ciò che di buono si programma e si compie sul territorio nell’ambito di un disegno strategico di sviluppo sostenibile. Per questo motivo seguiamo da vicino il dibattito sulla questione meridionale e sulle politiche per il Mezzogiorno, raccogliendo il grido di allarme lanciato dal professor Viesti sulla necessità di tornare a ragionare sul Sud e di fare coalizione al Sud, ma evidenziando pure i progressi che si stanno compiendo in tal senso, con il sistema regionale dei trasporti o con il recente protocollo d’intesa tra Regione Campania e Regione Puglia intorno ad un filone fitto di opportunità di sviluppo e di espansione economica e culturale sull’asse Italia-Balcani-Mediterraneo. Tale scenario si dovrebbe concretizzare attraverso il potenziamento delle infrastrutture materiali – a cominciare dalla linea ad alta velocità-capacità Napoli-Bari – e immateriali, del sistema delle imprese, sul modello del polo aerospaziale, a finire alle energie rinnovabili, alla cultura e alla formazione.

 Rispetto a tali scenari sovraregionali, Tess Costa del Vesuvio e il territorio cui afferisce hanno la legittima ambizione a cogliere ogni opportunità di sviluppo poiché rappresentativi di una realtà composita e rilevante per storia, tradizioni, economia e patrimonio di cultura, arte e ambiente. Stare nel dibattito, al centro dei flussi di informazione e di creazione di futuro possibile, avere l’occhio vigile sulle dinamiche in corso significa rendere protagonista il nostro giacimento di potenzialità non solo nei confini geografici di competenza ma in ogni consesso dove si opera concretamente per lo sviluppo.

Per fare questo, però, occorre che dal territorio della costa del Vesuvio emerga un genius loci comune, un coagulo di identità e riconoscibilità che superi sterili campanilismi e possa creare valore aggiunto e vantaggio diffuso. Per questo, con l’inserto di questo numero, avviamo un ragionamento aperto sul tema complesso e affascinante dell’identità della costa vesuviana provando a rintracciare e seguire i sentieri che portano ai nodi e ai punti di incontro dell’identità del territorio, provando a sciogliere i primi e rafforzare i secondi per consolidare una visione strategica del nostro futuro quanto più ampia e condivisa possibile.

 

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