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L’area da sempre è stata luogo del villeggiare, dai romani ai Borboni sin ai giorni nostri i motivi di visita sono stati sempre tanti: il clima, le bellezze paesaggistiche e naturali, il calore delle genti, i reperti archeologici, l’osservazione del vulcano, le terme, il mare.
Già in epoca romana i Patrizi usavano trascorrere gran parte dell’anno nelle loro ville tra Ercolano, Pompei, Torre Annunziata, Stabia lontani dalla capitale; era difficile vedere un viaggiatore ma quando accadeva veniva accolto e ospitato. Il viandante era sacro, considerato messaggero degli dei.
Nel ‘700 i Borbone scelsero la costa vesuviana quale luogo di delizie e del villeggiare favorendo l’affluenza della nobiltà napoletana a loro seguito e la conseguente costruzione di ville aristocratiche, nelle quali poi si usò ospitare i viaggiatori (scrittori, scienziati, pittori).
L’area diviene tappa di viaggio dopo la scoperta dei ritrovamenti archeologici del 1738 Ercolano e 1748 Pompei. Seguono gli anni del Grand Tour, ogni uomo di cultura europeo che si rispetta deve aver compiuto almeno un viaggio in Italia e la costa offre testimonianze del passato classico romano, l’osservazione dei fenomeni vulcanologici del Vesuvio e in linea con una nuova concezione scientifica promossa dall’Illuminismo la possibilità di fare cure termali e bagni di mare.
Conseguenza di questa nuova tendenza è stata verso la fine dell’ ‘800 la nascita dei primi alberghi.
Nel ‘900 è uso trascorrere le vacanze presso Castellammare, Portici, Torre Annunziata, Torre del Greco, Ercolano note per i centri balneari, le spiagge nere di lava, le cure termali, oltre le innumerevoli risorse naturalistiche, culturali e archeologiche.
Il boom economico degli anni ’50 determina la nascita di molte strutture alberghiere ma l’aumento demografico, l’inurbamento e l’industrializzazione degli anni successivi ne hanno rallentato lo sviluppo turistico. Oggi grazie alla politica europea e territoriale si sta riqualificando il territorio ai fini della creazione di un sistema turistico rispettando l’originaria vocazione.






