di Vivian Russo - 29 Luglio 2009

La STMicroelettronics, multinazionale Franco-Italiana esperta nel settore della ricerca avanza dei microcips e dei semiconduttori, il mese scorso ha chiuso i battenti della sede di Portici ospitata presso i locali dell’Enea Imast. Questo provvedimento ha destato non poche polemiche soprattutto per le sorti delle decine di famiglie di dipendenti, tra cui ingegneri, fisici, matematici, che dovranno cambiare sede (Agrate-Milano o sedi in Francia), oppure accettare l’incentivo offerto dall’azienda e la conseguente lettera di licenziamento. Il 19 giugno i sindacati della Fiom di Napoli hanno indetto uno sciopero contro la decisione aziendale di chiudere il sito e trasferire il laboratorio e i relativi progetti di ricerca avanzata al di fuori della Regione Campania. L’accusa che su più fronti viene mossa all’azienda è quella del disinteresse totale delle professionalità che da anni lavorano a Portici e soprattutto la scelta di trasferire al Nord Italia apparecchiature e impianti di laboratorio che furono acquistati grazie a cospicui finanziamenti della Regione Campania, con lo scopo di creare un centro di eccellenza sul territorio. Si teme anche per la sede di Arzano, ancora in attività ma con un futuro alquanto incerto. A tal proposito la Regione Campania si è attivata con una serie di incontri con i vertici dell’azienda per studiare una soluzione e attuare quindi, una controproposta che tuteli tutti i lavoratori.

 

 

 

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