|
||||||||||
Intervista a Arnaldo Sciarelli, Presidente di Ente Ville Vesuviane
Le strategie dell’ente Ville Vesuviane appena trasformatosi in fondazione. Quali strategie seguirà la nuova istituzione, presidente Sciarelli?
Le strategie di quella che sarà la Fondazione Ville Vesuviane proseguiranno nel solco della cura e della protezione del patrimonio pubblico e privato e nel contempo cercheranno di produrre azioni che consentano alla Fondazione stessa di essere stabilmente ed autorevolmente presente nell’humus imprenditoriale del territorio contribuendo a pensare business idea o formule imprenditoriali in grado di prendere corpo nella nostra realtà. Fra due anni del resto lo Statuto potrà essere rivisitato ed aprirsi a partner privati in maniera stabile e costante. Altresì ripristinando la partecipazione diretta di Provincia e Regione all’interno della Fondazione che restano, oggi, i nostri fondamentali punti di riferimento per lo sviluppo della Fondazione stessa.
Quali gli eventi capaci di imprimere sviluppo,crescita civile e culturale?
È evidente che gli eventi, ovviamente se validi, producono sviluppo e crescita civile e culturale in un territorio. E nel nostro dovrebbero moltiplicarsi con il contributo bipartisan delle istituzioni. Ciò consentirebbe anche un’evoluzione turistica diversa dal mordi e fuggi di oggi: visite del luogo, salita del Vesuvio, Pompei ed Ercolano, appuntamenti storico religiosi e poi via, nella maggioranza dei casi si torna addirittura a Roma.
Quanto incide un cartellone di eventi e una rassegna consolidata sul territorio per costruire e/o rafforzare una identità collettiva dell’area della costa del Vesuvio?
Ovviamente il cartellone, e quindi la validità degli eventi incidono fondamentalmente per lo sviluppo del turismo sul territorio . Saranno necessarie collaborazioni con i teatri napoletani, con la Mostra d’Oltremare, un filo diretto con il Teatro di San Carlo con il quale si può pensare ad un rapporto osmotico da giugno a settembre addirittura con progetti internazionali dei quali ho già redatto alcune bozze.
Abbiamo instaurato in questi due anni una collaborazione culturale ed operativa con il Festival di Ravenna, con l’Orchestra dei Cherubini e quindi con il maestro Muti e con la Signora Muti.
Una intuizione del Direttore Generale Paolo Romanello ha fatto si che l’Ente, oggi Fondazione, insieme alle altre 13 sigle più prestigiose di attività destinate alla protezione del patrimonio architettonico diffuso italiano, abbia costituito l’Associazione Ville d’Italia .
Associazione con la quale dovremmo pensare – come accade nelle aziende per i processi produttivi – ad una verticalizzazione delle attività dei partecipanti per offrire prodotti culturali riconoscibili per la qualità sul territorio nazionale. È ovvio che il mix qualità del management e servizi e prodotti culturali offerti individua il grado di accountability della Fondazione che le consentirà di ottenere risultati soddisfacenti in termini di found raising.
Vero obiettivo da raggiungere per qualsiasi fondazione destinata a migliorare la qualità della vita attraverso la gestione del tempo libero e la produzione artistico culturale in tutte le sue forme.
Cosa manca e dove si dovrebbe intervenire per accrescere l’identità di un luogo unico qual è la Costa del Vesuvio?
Una distribuzione normale in statistica si ha quando il diagramma delle probabilità degli eventi forma una curva gaussiana la quale presuppone che l’unico fattore variabile sia dovuto ad errori casuali.
Quindi la nostra curva campaniforme dovrebbe contenere risultati derivanti da una serie di osservazioni afferenti: il risanamento urbanistico, l’eliminazione di obbrobri esistenti, la realizzazione di infrastrutture decenti che evitino collassi ambientali e viari, traffico insostenibile, il presidio della legalità intensificando l’azione dei governi attraverso l’immissione di risorse umane qualificate nelle Forze dell’Ordine e nella Magistratura.
Soltanto questo combined potrà risolvere, in gran parte, la drammatica situazione delinquenziale endemica nel sud del nostro Paese diversa da quella del nord che esiste anch’essa ma ha origini ed operatività diverse. Fino a quando tutto ciò non si verificherà sarà quasi impossibile pensare ad investimenti stranieri e privati nel sud ed a recuperare una parte del 95% dei 250 milioni di turisti che invadono il mediterraneo ma che non si accostano al sud d’Italia.
Piaccia o non piaccia, purtroppo, è questa la realtà con la quale confrontarsi: piazza Garibaldi ed il suo Corso e la zona aeroportuale di Capodichino sono un biglietto da visita improponibile.







