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Trenta carrozze di fine ’800 e inizio ’900, uno scrigno privato poco conosciuto, un vero e proprio gioiello, composto da autentici pezzi d’arte, custodito nei giardini alle spalle della Casa di Cura Bianchi di Portici. E’ la collezione che appartiene al noto neurologo, il prof. Leonardo Bianchi, direttore della clinica.
Professore al II Policlinico di Napoli, ha studiato negli Stati Uniti, in Canada, in Argentina, in Germania e in Francia, dove è stato allievo del prof. Gasteau, epilettologo di fama mondiale. Ora dirige la Casa di Cura Stazione Climatica Bianchi fondata nel 1929 da suo padre, On. Prof. Vincenzo Bianchi.
Contemporaneamente si è dedicato alla sua passione, riuscendo a creare un patrimonio tematico sul mondo della carrozza, costituito da trenta pezzi di pregio e importanza storica, tutti in ottimo stato di conservazione, con i relativi accessori da viaggio: fruste, frustini, trombe, cappelliere, selle, briglie e finimenti per gli attacchi ai cavalli.
Passeggiando fra le decine di carrozze, datate tra fine XIX e inizio XX secolo, sembra di tornare indietro nel tempo, di rivivere lo sfarzo degli ambienti aristocratici di quel periodo, di sentire il galoppo dei cavalli che correvano per le strade di tutto il mondo.
Portici a quel tempo era una perla della fascia vesuviana costiera, luogo di villeggiatura ad un “tiro di carrozza” da Napoli, almeno fino a quando il sistema dei trasporti è cambiato, alla fine della prima guerra mondiale, sostituendo il salutare e antico mezzo da viaggio.
Una peculiare caratteristica di questa collezione, arricchita da preziosi libri, manuali di ippica, trofei, stampe e foto d’epoca, consiste nel fatto che tutte le carrozze provengono da personaggi e da famiglie in vista tra la fine dell‘800 e inizio ‘900. Una, ad esempio, è dipinta con i colori nero e giallo dello stemma dei proprietari, i Thurn und Taxis, una nobile ed importante famiglia aristocratica tedesca, che creò le prime carrozze da fitto: da qui il colore e il nome dei taxi.
Un altro pezzo della collezione è la carrozza da caccia appartenuta ai Duchi d’Aosta, che vivevano a Capodimonte e andavano in vacanza a Licola, dove la famiglia Bianchi aveva una tenuta e vi custodiva i cavalli e la carrozza della famiglia reale. Un’altra vettura importante, ordinata da Luigi II di Baviera, è di origine belga: benché da passeggio ha la peculiarità di essere stata costruita con una sospensione particolare, molto cara per l’epoca e rara per una carrozza da passeggio, detta ad otto molle.
Il museo è visitabile per appuntamento, direttamente con il prof. Bianchi, che ne apre le porte solo ai veri appassionati del settore o ai nostalgici, come lui, del fascino del mondo senza motori.







